Regole chiare nell’educazione per evitare malesseri emotivi

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Nelle scuole italiane in 10 anni sono quasi raddoppiate le certificazioni di disabilità: in quattro anni, secondo dati del Miur, sono triplicate le diagnosi di disturbi specifici dell’apprendimento e in tre anni sono dilagati i bisogni educativi speciali. Alle elementari, un bambino su quattro ha un programma autonomo di lavoro e spesso è affiancato da un insegnante di sostegno.

Dietro a questi presunti malesseri neuro-emotivi – secondo il pedagogista Daniele Novara, fondatore del Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti – spesso si nascondono problemi educativi. Se ne discute a Milano sabato 8 aprile al convegno “Curare con l’educazione-Come evitare l’eccesso di medicalizzazione nella crescita emotiva e cognitiva,”, organizzato dal Centro di Daniele Novara e dal Comune di Milano.

Secondo Novara c’è il rischio della deresponsabilizzazione: scuola e genitori smettono di riflettere su se stessi e sui propri metodi, rimettendosi al parere dei medici.

L’esperto sostiene che la mancanza di regole educative chiare, il disaccordo dei genitori nell’educazione dei figli, il mancato sviluppo delle autonomie all’età prevista, la sedentarietà indotta sono fra le situazioni più diffuse e in aumento, oltre alle problematiche educative legate alla carenza di sonno, da ultimo la tendenza alla scomparsa del pisolino nei bambini di 3 anni, e quelle relative ai disordini alimentari, in primis la diffusa difficoltà nell’assunzione della colazione al mattino.

C’è disattenzione crescente nei confronti dell’educazione, avverte il pedagogista, come se i bambini e i ragazzi potessero farcela da soli senza un cantiere ben organizzato da genitori, insegnanti e adulti.

Questa che può creare patologie o scompensi generati dalla gestione dei figli unicamente nella logica della disponibilità, della spiegazione, dell’incontro, della piacevolezza, del gradimento.

A questi limiti genitoriali va aggiunta l’alienazione infantile nei confronti del gioco, del movimento e della natura, che può a sua volta essere causa di eventuali ritardi fisiologici.

Bisognerebbe aiutare i genitori a rimuovere le carenze educative, ripristinando i basilari minimi, consiglia Novara, e conservando ai bambini l’errore come scoperta, lo stupore, il senso ludico e il pensiero magico, il movimento e la spontaneità sociale.

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