Regolamento sulla formazione dei docenti: audizione al Senato

di redazione
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FGU – In sede di audizione parlamentare presso la VII Commissione del Senato della Repubblica la FGU ha espresso un parere nel complesso positivo rispetto all’impianto del provvedimento, ma ha evidenziato molte incongruenze e debolezze che possono e devono essere risolte con grande urgenza.

FGU – In sede di audizione parlamentare presso la VII Commissione del Senato della Repubblica la FGU ha espresso un parere nel complesso positivo rispetto all’impianto del provvedimento, ma ha evidenziato molte incongruenze e debolezze che possono e devono essere risolte con grande urgenza.

In particolare il provvedimento si inserisce in una grave situazione in cui versa la scuola italiana oggetto di un riordino pilotato più da esigenze di bilancio che da logiche coerenti di politica scolastica rischiando pertanto di avere effetti parziali, confusi e contraddittori.

La FGU intende mettere in rilievo il contesto all’interno del quale si intende varare il regolamento:

  • L’Italia è in questo momento l’unico paese dell’UE che non ha un percorso di formazione dei docenti. Ciò determina una gravissima disparità di trattamento con gli altri Paesi UE che intanto possono abilitare con proprie norme nazionali i cittadini comunitari (anche italiani – si veda ad es. il caso spagnolo) con titoli riconosciuti di diritto anche in Italia.
  • Il regolamento si trova di fatto bloccato all’interno della rete dei provvedimenti di riforma, in particolare della secondaria superiore, molti dei quali ancora mancano. In particolare manca il riordino delle classi di concorso da cui far discendere i percorsi formativi universitari e il calcolo dei crediti.
  • Il regolamento, basato su una concezione troppo accademica, si dimentica degli ITP e pone poco l’accento sulle competenze relazionali in presenza di portatori di handicap, competenze che dovrebbero, pur solo come base, essere comuni a tutti i docenti.
  • Si privilegia in modo smaccato il ruolo dei ricercatori universitari che potrebbero essere accolti nei Tirocini Formativi Attivi senza aver fatto nemmeno un giorno di supplenza.
  • Se approvato, il regolamento produrrà i suoi effetti concreti solo dopo cinque-sei anni. Il problema politico, tecnico e amministrativo è relativo soprattutto al lungo periodo di transizione all’interno del quale si deve dare una risposta al precariato dei docenti abilitati e dei docenti non abilitati che hanno lavorato negli ultimi anni nella scuola.
  • E’ opportuno aprire da subito un serio dibattito sugli aspetti di programmazione dei bisogni futuri dei docenti evitando un numero chiuso troppo limitato negli accessi alle lauree magistrali.

Ciò nonostante per la FGU è importante che il regolamento sia licenziato velocemente perché deve cessare lo scandalo della mancanza di un sistema di formazione da cui deve discendere successivamente in tempi brevi un sistema di reclutamento fondato sul pubblico concorso e non su chiamate discrezionali e privatistiche da parte dei dirigenti scolastici, cosa che alcuni intendono continuare a proporre.

A luglio firma del regolamento sulla formazione dei docenti

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