Registro elettronico in uso nel 74% delle scuole, PC nel 7%, ma dematerializzazione procede a rilento

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La Corte dei Conti ha presentato la relazione riguardante lo stato di realizzazione del piano adottato con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) in data 16 novembre 2012 per la dematerializzazione delle procedure amministrative nei settori dell’istruzione, dell’università e della ricerca e nelle comunicazioni con i docenti, il personale, gli studenti e le famiglie.

La Corte dei Conti ha presentato la relazione riguardante lo stato di realizzazione del piano adottato con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) in data 16 novembre 2012 per la dematerializzazione delle procedure amministrative nei settori dell’istruzione, dell’università e della ricerca e nelle comunicazioni con i docenti, il personale, gli studenti e le famiglie.

La Corte dei Conti rileva che “Al momento della presente relazione, nelle strutture ministeriali il piano risulta attuato solo in parte e con ritardo rispetto ai tempi programmati, che prevedevano scadenze comprese tra il novembre 2012 e il febbraio 2013. Per quanto attiene alle scuole, risultano pervenuti ad un buon livello di realizzazione gli obiettivi espressamente posti dall’art. 7, cc. 28 e ss. del cit. d.l. n. 95/2012.

E’ funzionante il sistema dell’iscrizione on line, esteso anche nell’ultimo anno scolastico agli enti che erogano corsi di formazione professionale accreditati dalle regioni.

Nel 69 per cento delle scuole italiane è stato introdotto il registro di classe on line (anno scolastico 2014-2015), mentre il registro elettronico del docente ha raggiunto nello stesso anno scolastico un utilizzo pari al 74 per cento delle scuole, sebbene con distribuzione geografica diseguale.

Il ministero non ha fornito dati in ordine all’uso presso le scuole del rilascio della pagella on line, sebbene abbia segnalato di aver sviluppato e messo a disposizione delle scuole un’apposita piattaforma che, tra i vari servizi, include la possibilità di consentire alle famiglie l’accesso alla pagella on line .

Non risultano invece attuati altri obiettivi previsti nel piano di dematerializzazione, quali l’archivio virtuale, il fascicolo elettronico degli alunni e la scrivania virtuale semplificata, di cui il piano stesso prevedeva l’affidamento al Consorzio Cineca, che, secondo un recente parere del Consiglio di Stato, intervenuto il 30 gennaio 2015, può svolgere attività affidategli dal Miur secondo il modello della persona giuridica in house providing, cioè evitando il ricorso ad imprese operanti sul mercato mediante procedure di evidenza pubblica. Il rapporto di collaborazione con tale organismo non ha avuto corso, proprio a causa dei dubbi che erano sorti su tale possibilità.

Per quanto concerne la diffusione di strumenti informatici nelle scuole (secondaria di primo grado e di secondo grado), quali tablet e computer, i dati indicano che nell’anno scolastico 2013-2014 le aule in cui si usa almeno un tablet sono poco più del 2 per cento e quelle in cui si usa almeno un personal computer sono il 7 %.

La modalità di comunicazione on line scuola-famiglia e scuola-insegnanti risulta attuata nel 50 per cento delle scuole”.

Nello specifico, per il settore scuola emerge quanto ora segue:

Il piano di dematerializzazione delle procedure amministrative nelle scuole prevedeva tre principali linee di intervento:

– archivio virtuale: archiviazione e conservazione dei documenti in formato digitale;
– fascicolo elettronico degli alunni: archivio corrente dei documenti personali, nonché di tutti quelli prodotti durante la vita scolastica dell’alunno;
– scrivania virtuale semplificata: formazione dei documenti, relativa gestione, trasmissione e archiviazione-conservazione.

Nel piano si prevedevano anche specifici tempi di realizzazione:

– archivio virtuale: a regime dopo febbraio 2013.
– fascicolo elettronico degli alunni: a regime dopo aprile 2013.
Scrivania virtuale semplificata: a regime dopo gennaio 2013.

Si prevedeva, inoltre, di avviare un adeguato piano formativo rivolto a tutto il personale interessato al processo ed un servizio di assistenza agli utenti coinvolti. La formazione e l’assistenza avrebbero dovuto essere garantite dal soggetto attuatore del piano. Tale programma non è stato, però, rispettato. Il Miur ha indicato il mancato reperimento di risorse aggiuntive quale causa della mancata realizzazione dell’archivio virtuale, del fascicolo elettronico degli alunni e della scrivania virtuale semplificata.

Di recente ha rappresentato che tale intervento è stato inserito nel programma della tecnologia dell’informazione e della comunicazione (Itc) 2015 dalla direzione generale per i contratti, gli acquisti e per i sistemi informatici e la statistica, la quale stava valutando la possibilità di assicurare al progetto la copertura finanziaria con fondi strutturali europei – programma operativo nazionale (Pon) 2014–2020. In risposta ad una specifica richiesta, l’amministrazione ha rappresentato che possono interagire tra loro gli applicativi esistenti nelle scuole e le applicazioni del Miur (c.d. interoperabilità). La maggior parte dei servizi dovrebbe riguardare i dati degli alunni, per la costituzione dell’anagrafe presso il ministero, e i registri elettronici presso le istituzioni scolastiche, ma tali strumenti non sono stati attuati.

Risulta invece attuata la previsione legislativa (art. 7, c. 28, del d.l. n. 95/2012) secondo la quale a decorrere dall'anno scolastico 2012-2013, le iscrizioni alle istituzioni scolastiche statali di ogni ordine e grado per gli anni scolastici successivi avvengono esclusivamente in modalità on line attraverso un apposito applicativo che il Miur mette a disposizione delle scuole e delle famiglie. Il Miur ha comunicato, inoltre, di aver esteso, dal corrente anno scolastico, il sistema delle iscrizioni on line agli istituti di formazione professionale accreditati dalle regioni, utilizzando l’applicazione “Scuola in chiaro”. Per ora hanno beneficiato di tale sistema solo quattro regioni (Piemonte, Veneto, Lombardia, Molise), ma la possibilità è aperta a tutte le regioni interessate. I dati numerici delle iscrizioni on line dagli a.s. 2013-2014 e 2014-2015, distribuiti per regioni e per ordini di scuole, sono riportate nelle tabelle e nei grafici allegati. Nell’a. s. 2014-2015 la percentuale delle iscrizioni on line ha raggiunto la percentuale del 98,9 per cento sul totale delle domande attese E’ stata comunque assicurata alle famiglie la possibilità di effettuare l’iscrizione presso la scuola, con l’assistenza del personale.

La modalità di comunicazione on line scuola-famiglia e scuola-insegnanti risulta attuata nel 50 per cento delle scuole.

Il protocollo informatico, obbligatorio per le pubbliche amministrazioni dal 2004, è molto diffuso (78,3 per cento) in tutte le scuole; in più del 50 per cento degli istituti è presente il servizio di comunicazione on line scuola-famiglia; il registro elettronico di classe, di recente introduzione, ha avuto una diffusione nelle scuole pari al 58,2 per cento nell’a. s. 2013 – 2014 e del 69 per cento in quello successivo. Il registro elettronico del docente è stato utilizzato nell’a. s. 2013-2014 nel 63 per cento delle scuole e nel 74 per cento in quello successivo . Meno utilizzata, per l’a. s. 2013–2014, è stata l’archiviazione elettronica dei documenti con una percentuale del 31,2. Il Miur ha riferito di aver sviluppato un’apposita piattaforma che consente, tra i vari servizi, la possibilità di pubblicazione delle pagelle in formato digitale, per la presa visione, da parte dei genitori, ma non ha fornito dati numerici in ordine alla diffusione di tale strumento.

Nella nota del 10 ottobre 2014, il Miur indica il numero di classi dotate di computer nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, nell’a.s. 2013-2014, con le relative percentuali rispetto al totale e i dati relativi all’uso dei tablet nelle aule . Secondo questa tabella le aule in cui si una un tablet sono poco più del 2 per cento e quelle in cui si usa almeno un personal computer sono il 7 %.

Dunque da ciò non può che concludersi che il famigerato piano di dematerializzazione, che è una condizione di procedibilità essenziale anche per la diffusione del registro elettronico nelle scuole avanza a rilento e spesso a chiacchiere ed in modo eterogeneo sul territorio nazionale.

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