Il registro elettronico non riesce a sostituire il cartaceo: per molti prof è doppio lavoro

di Giulia Boffa
ipsef

Il registro elettronico nelle scuole è usato dal 58,2% dei docenti,secondo il Ministero dell'Istruzione, prendendo in esame i dati diffusi dall'Osservatorio tecnologico relativo all'anno scolastico 2013/2014: più nel dettaglio, il 53% delle scuole del primo ciclo ne è dotato, percentuale che si innalza fino al 69,2% per le scuole superiori. Le regioni che usano di più il registro elettronico sono: Emilia-Romagna (78%), Marche (77,8) seguite da Molise, Basilicata e Umbria.

Il registro elettronico nelle scuole è usato dal 58,2% dei docenti,secondo il Ministero dell'Istruzione, prendendo in esame i dati diffusi dall'Osservatorio tecnologico relativo all'anno scolastico 2013/2014: più nel dettaglio, il 53% delle scuole del primo ciclo ne è dotato, percentuale che si innalza fino al 69,2% per le scuole superiori. Le regioni che usano di più il registro elettronico sono: Emilia-Romagna (78%), Marche (77,8) seguite da Molise, Basilicata e Umbria.

Secondo Skuola.net invece solo il 37% delle scuole ha il registro elettronico, mentre il 27% continua ad usare pure il registro cartaceo, ed il 36% non dispone di alcun registro elettronico ed utilizza solo quello cartaceo. In 3 scuole su quattro, scrive Skuola.net, si scrive a penna tutto ciò che va annotato sul registro, per poi riportare, in un secondo momento, il tutto sul registro elettronico.

Problema grosso nelle scuole  è la mancanza della rete Wi-fi o il suo malfunzionamento: in quasi una scuola su due, il 46%, la connessione, pur essendoci, non raggiunge, o non lo fa in maniera efficiente, tutte le classi.

La Buona Scuola prevede un finanziamento di 15 milioni di euro, anche per gli anni 2015 e 2016, volti all'innovazione tecnologica delle scuole; ma per quanto riguarda i tablets, i registri del futuro, la riforma cita "bring your own device" (Byod), che tradotto vuol dire porta il tuo dispositivo. Del resto i docenti si autofinanziano per tutto ciò che riguarda la didattica, dalla cancelleria ai libri, e non solo per l'autoaggiornamento, perché non i tablets allora?

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