Registro elettronico, ci risiamo: dirigenti “invitano” docenti all’utilizzo di portatili e tablet privati

di Nino Sabella
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Iniziano le lezioni e si ripresenta, come da qualche anno a questa a parte ossia dall’a.s. 2012/13, il problema del registro elettronico.

Problema nel senso che le scuole deliberano l’adozione del citato registro su proposta naturalmente dei dirigenti, tuttavia sono poche le scuole dotate di PC e Tablet nelle aule.

Nel forum di OS.it, un utente segnala una circolare del dirigente scolastico che, non potendo imporre l’uso di portatili o tablet personali, invita i docenti a utilizzare i propri:

“Per questa e per le altre necessità legate all’uso sistematico del registro elettronico, si invitano le SS.LL. a dotarsi di uno strumento elettronico personale, (tablet o pc portatile). L’impiego di tale dotazione aiuta, facilita e velocizza tutte le operazioni legate alle registrazioni, didattiche, valutative e amministrative legate alla quotidianità della professione docente, aiutandoci anche a renderle trasparenti e pubblicabili. Esigenza ormai non più derogabile.”

Partiamo dal presupposto che l’adozione del registro elettronico sarà obbligatoria solo dopo l’adozione da parte del Miur di un Piano di Dematerializzazione (vedi decreto legge n. 95 del 6 Luglio 2012 prevede all’art. 7 comma 27 ), di cui non abbiamo ancora traccia, tuttavia, se il collegio dei docenti lo delibera, diviene obbligatorio.

Al riguardo sorge spontanea una domanda: perché i dirigenti e i docenti deliberano l’adozione del registro elettronico, cosa che ancora non è obbligatoria, conoscendo la situazione della propria scuola (presenza o meno di tablet o pc e di buona connessione wirless)? Forse perché è diventato una moda? Probabilmente si.

Fatta questa breve parentesi, non si può non evidenziare e ricordare che il DS, come dimostra la circolare summenzionata, non può imporre l’uso di strumenti propri per la compilazione degli atti della scuola, che dovrebbe fornire tutto quanto è necessario alla stesura dei citati atti, né tantomeno potrebbe prendere provvedimenti nel caso in cui un docente non disponesse o non volesse usare strumenti propri.

Il dirigente in questione ha “invitato” i docenti all’uso di propri tablet o portatili, tuttavia l’invito fatto da un DS suona sempre come un ordine, da non seguire sicuramente. Avrebbe fatto bene il DS ad astenersi da tale suggerimento.

Un altro aspetto da sottolineare, che i collegi dei docenti dovrebbero tener ben presente in sede di delibera, è che anche il registro personale è un atto pubblico (vedi sentenza V Sezione Penale della Corte di Cassazione: 12726/2000; 6138/2001; 714/2010), per cui il docente è soggetto, nella compilazione di tale registro, alle sanzioni  previste dall’art. 476 (falso ideologico in atto pubblico) e dall’art. 479 (falso materiale in atto pubblico) del codice di procedura penale. Da ciò discende che la compilazione del registro elettronico personale del docente debba avvenire contemporaneamente al registro di classe (cartaceo), conseguentemente non è possibile nemmeno compilarlo al di fuori della classe in questione.

Per approfondire l’argomento vedi: Registro elettronico, l’amministrazione deve fornire tutte le attrezzature necessarie

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