Registro elettronico: è attivo nel 70% delle scuole ma in molte convive con il cartaceo

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Ormai il registro elettronico fa parte della scuola italiana avendo raggiunto il 70% degli istituti secondari superiori. Ad affermarlo i dati ufficiali diffusi dal MIUR per sottolineare la digitalizzazione della scuola italiana.

Ormai il registro elettronico fa parte della scuola italiana avendo raggiunto il 70% degli istituti secondari superiori. Ad affermarlo i dati ufficiali diffusi dal MIUR per sottolineare la digitalizzazione della scuola italiana.

Sicuramente un grande successo per la scuola italiana, una grande comodità per i genitori che possono tenere sotto controllo da casa voti, assenze, note disciplinari e compiti assegnati, ma sicuramente un incubo per gli studenti.

I ragazzi, sapendo che i genitori possono controllare tutto quello che viene annotato sul registro elettronico, non possono più fare i furbetti o marinare la scuola senza che mamma e papà ne siano al corrente.

Nonostante la grande innovazione che il registro elettronico ha portato nella scuola superiore, come è ben noto, la tecnologia fa sempre molta fatica ad affermarsi. Secondo quanto riportato da Skuola.net, soltanto il 37% delle scuole utilizza esclusivamente il registro elettronico, il 27%, ancorato alla tradizione, insieme al registro elettronico continua ad usare anche quello cartaceo, il 36% degli istituti non ha il formato del registro digitale.




Il permanere dell’abitudine del registro cartaceo dipende da motivi di necessità poiché non sempre il registro elettronico è presente in classe e non sempre quello che vi viene annotato è riportato in tempo reale (il 40% dei casi). Tra questi casi molto spesso (nel 75% dei casi) si scrive a penna sul registro cartaceo per riportare poi, in un secondo tempo, sul registro elettronico. In alcuni casi gli insegnanti passano le annotazioni al bidello che le fa trascrivere alla persona incaricata su un unico registro elettronico.

Con l’avvento del registro elettronico quello che fino a qualche tempo fa era un regno inviolabile del professore, il suo registro, ora è diventato un documento condiviso che molto spesso gli insegnanti compilano con l’aiuto degli studenti, molto più evoluti tecnologicamente. In queste particolari situazioni gli studenti, quindi, possono mettere mano ai propri voti, anzi sono invitati a farlo dallo stesso insegnante.

Quella che sicuramente è una innovazione tecnologica che in qualche modo dovrebbe snellire il lavoro dei professori, rendere la vita più facile ai genitori, messi al corrente di tutto, può essere vissuta come un’incombenza che i professori non riescono ancora ad affrontare con lo giusto spirito e che sicuramente renderà la vita meno facile agli studenti che ora sono molto più controllati dalle famiglie.

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