Il regista Sciarra: “Sono un sopravvissuto al bullismo”. Ikos, il suo progetto per le scuole

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Ikos è il documentario autobiografico di Giuseppe Sciarra, vincitore di numerosi festival e candidato al David di Donatello, che narra la sua lotta e sopravvivenza contro il bullismo e l’omofobia. Attraverso un viaggio emotivo e di rivalsa, Sciarra offre un messaggio di speranza e incoraggiamento, trasformando la sua dolorosa esperienza in un progetto educativo per le scuole, promuovendo la consapevolezza e l’intervento contro il bullismo.

Un viaggio personale di trasformazione

La vita di Giuseppe Sciarra è stata segnata da esperienze di bullismo durante la sua adolescenza, un periodo buio in cui ha subito insulti, violenze fisiche e psicologiche. Tale capitolo doloroso si è svolto nella provincia pugliese negli anni ’90, un tempo in cui l’omosessualità era ancora un tabù e fonte di emarginazione. Sciarra descrive come queste esperienze lo abbiano spinto a diventare una persona migliore, sottolineando come il dolore abbia avuto un ruolo cruciale nella sua crescita personale.

Ikos: una rivincita contro il bullismo

Il regista ha scelto di condividere la sua storia attraverso Ikos, un documentario che non solo racconta la sua lotta ma anche si propone come un monito e un incoraggiamento per chi vive situazioni simili. L’idea di realizzare Ikos è nata durante la prima ondata della pandemia nel 2019, un momento di riflessione che ha portato Sciarra a voler chiudere un capitolo della sua vita in modo significativo, attraverso l’arte e la narrazione.

Il messaggio alle nuove generazioni

Ikos ha assunto una dimensione educativa, diventando un progetto per le scuole che permette a Sciarra di incontrare studenti e discutere apertamente di bullismo. Il documentario si è rivelato uno strumento potente per sensibilizzare i giovani, che si dimostrano più aperti e ricettivi rispetto alle generazioni precedenti. La capacità di alcuni studenti di denunciare episodi di bullismo davanti a compagni e insegnanti rappresenta per Sciarra una grande vittoria personale e collettiva.

Un impegno di tutti

Sciarra critica l’approccio attuale delle istituzioni educative verso il bullismo, sottolineando la necessità di una maggiore cooperazione tra insegnanti, genitori e studenti. L’importanza di un supporto collettivo è fondamentale per affrontare il problema, insieme all’eliminazione del pregiudizio che i giovani debbano difendersi da soli: “Gli adolescenti hanno un grande bisogno di essere ascoltati e non giudicati. Purtroppo non si sentono presi sul serio dalla maggior parte degli adulti e questo li spinge a chiudersi a riccio, inoltre vivono un mondo diverso dal nostro, fatto di proprie leggi dove spesso prevale la violenza e la crudeltà e in cui la gentilezza e la sensibilità vengono visti come sintomi di debolezza. Questa cultura della violenza tra i giovani deve finire perché a pagarne le spese spesso sono quelle persone che non vogliono adeguarsi a questo tipo di sistema malato e vengono emarginate dal branco”, afferma.

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