Regioni corse ai ripari contro i ponti vacanzieri dell’a.s. 2018/19

di Giulia Boffa
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L’anno scolastico 2018/19 è un anno particolare per quanto riguarda le vacanze.

Ponte lunghissimo a Pasqua

Infatti si prevede un periodo piuttosto lungo di sospensione dell’attività didattica nel periodo pasquale; il problema però è stato previsto da alcune regioni, che hanno posto dei “paletti” alla possibilità di stare a casa per quasi 3 settimane.

Delibere regionali con “paletti”

Fermo restando che la normativa prevede che si effettuino almeno 200 giorni di lezioni perché sia valido l’anno scolastico, le scuole, nella loro autonomia, possono decidere di anticipare il primo giorno di lezione rispetto alla data regionale, ma in alcuni casi la delibera regionale chiarisce che i giorni da recuperare non vadano inseriti come ponti.

E’ il caso ad esempio della regione Umbria che ha 7 giorni in più, del Friuli Venezia Giulia che ne ha 12 in più, della Toscana a cui si chiede la scuola di non scendere sotto i 205 giorni di scuola: in queste regioni i ponti sono già stati previsti.

Regioni previdenti

Alcune regioni hanno poi previsto nelle loro delibere il ponte lunghissimo di Pasqua, ma non tutte arrivano fino al 24 aprile e quindi al 25 aprile, con la possibilità di arrivare fino al 2 maggio, aggiungendo i giorni di recupero.

Un esempio di questo è la Lombardia, ma è un puro caso, perché il calendario perpetuo prevede che le vacanze arrivino fino al martedì dopo Pasqua, che quest’anno è il 23, quindi il 24 aprile si rientra e non ci sono poi per le scuole abbastanza giorni se si vuole una vacanza lunghissima fino a maggio, se nel frattempo si vuole aggiungere una pausa a novembre, non prevista dal calendario regionale.
La Lombardia delibera nel suo calendario una sola interruzione oltre quelle nazionali, che è quella dei 2 giorni, ma anche uno di Carnevale se il rito è ambrosiano e la scuola prevede le lezioni in 5 giorni.

Docenti fuori regione

Il problema delle scuole senza ponti è che in alcuni casi i docenti prendono comunque permessi per non rientrare e quindi prolungare la vacanza: ecco quindi che le scuole deliberano ponti mirati ad evitare la difficile gestione di quei giorni che registrano tassi di assenze molto alti sia da parte dei docenti che degli alunni, specialmente al Nord, dove è alto il numero di docenti, ma anche di alunni, che hanno familiari fuori regione.

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