Le regioni bloccano ancora il decreto sulle borse di studio universitarie

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Red – Il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo, ha riproposto il  decreto che riforma l’accesso alle borse di studio, ma le regioni nella conferenza Stato – Regioni hanno posto un nuovo stop al provvedimento, dopo le critiche delle scorse settimane e l’annuncio di nuove battaglie degli studenti universitari. Unica regione a favore del provvedimento, che prevedeva soglie diverse in base all’area geografica, è stata la Lombardia.

Red – Il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo, ha riproposto il  decreto che riforma l’accesso alle borse di studio, ma le regioni nella conferenza Stato – Regioni hanno posto un nuovo stop al provvedimento, dopo le critiche delle scorse settimane e l’annuncio di nuove battaglie degli studenti universitari. Unica regione a favore del provvedimento, che prevedeva soglie diverse in base all’area geografica, è stata la Lombardia.

 
Il provvedimento è stato rivisto ed ora prevede tre scaglioni Isee per accedere alle borse di studio, ma scompare la divisione tra Sud, Centro e Nord. Saranno le Regioni a decidere a quale scaglione adeguarsi: 15mila-17mila euro; 17001-19mila euro; 19.001-21mila euro.
 
Le regioni preferiscono comunque attendere di discuterne con il prossimo Governo perché non è stata accolta la richiesta di attribuire" "carattere di permanenza e generalità al fondo" integrativo statale, in assenza del quale il finanziamento delle borse non può essere assicurato. Inoltre per le annualità 2014 e 2015 non risulta "adeguata copertura finanziaria". 
 
Ecco il comunicato stampa della Rete della Conoscenza degli studenti:
 
 "Apprendiamo che la discussione sul "Decreto Profumo", che doveva tenersi oggi durante la Conferenza Stato-Regioni, è slittata ancora una volta a data da destinarsi. Sono state le Regioni stesse a rendersi conto che non fosse possibile discutere un decreto così delicato all’improvviso e senza un’adeguata copertura finanziata.
"Lo diciamo da mesi che la discussione sul "Decreto Profumo" non può continuare a svolgersi in questo modo schizofrenico" – afferma Luca Spadon, Portavoce di Link – Coordinamento Universitario – "Dal mese di febbraio il Ministro Profumo continua a perdere il suo braccio di ferro con gli studenti, provando a forzare l’approvazione, nonostante le mobilitazioni degli studenti e ignorando anche le perplessità poste da diverse regioni".
E’ arrivato il momento di riaprire un dibattito forte sul tema delle politiche in materia di scuole e università, sulle esigenze e gli obiettivi che gli studenti ritengono fondamentali, per questo rilanciamo con forza la petizione "Non c’è più tempo"
chiedendo a tutti, studenti e non, di firmare 10 Proposte chiare e articolate per salvare il diritto allo studio nel nostro Paese.
Mentre il Ministro Profumo incassa l’ennesimo e si spera definitivo rinvio del suo decreto, ribadiamo con forza che il prossimo anno rischiamo di raddoppiare il numero già consistente dei 57mila "idonei non beneficiari" di borsa di studio, nonché degli studenti che non potranno usufruire di servizi fondamentali quali mense, alloggi, sostegno affitto, studenti che da settembre potrebbero decidere di abbandonare completamente gli studi.
Non c’è più tempo da perdere per salvare il diritto allo studio!"

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