Regionalizzazione scuola, PSI: “Minerà alla base il diritto allo studio”

di Nino Sabella
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Comunicato PSI – Ieri CGIL, CISL e UIL hanno manifestato contro la regionalizzazione. Il 25 giugno a Roma diverse associazioni manifesteranno contro la proposta leghista di regionalizzazione della scuola pubblica.

Il PSI ancora una volta non può che concordare con chi teme l’attacco alla centralità dell’istruzione pubblica. Un attacco che si concretizza nel tentativo di regionalizzare il sistema d’istruzione statale.

E’ ben chiaro come la regionalizzazione dell’istruzione provocherebbe profonde divisioni tra regioni meno chiaro è che di fatto darebbe il via libera a chi punta a favorire l’istruzione privata e quindi a sfavorire quella pubblica.

La regionalizzazione proposta dalla Lega prevede infatti, tra le altre cose, la possibilità per le Regioni di disciplinare autonomamente l’assegnazione di contributi alle scuole paritarie. Si passerebbe così dal prima gli italiani, al prima gli italiani in grado di poter pagare ai propri figli gli studi in istituti privati potenziati con fondi pubblici.

L’autonomia scolastica differenziata metterà in discussione non solo il carattere pubblico dell’istruzione ma, cessando di garantire pari opportunità a tutti i cittadini italiani, minerà alla base il diritto allo studio.

Altra vittima della proposta leghista sarebbe il valore legale del titolo di studio che, in un panorama eterogeneo del sistema d’istruzione, sarà destinato a perdere di significato.

Il tentativo di dividere ed allontanare le Regioni, di creare scuole per cittadini abbienti e meno abbienti, di eliminare il valore legale del titolo di studio, rispondono ad una logica evidente che è quella neoliberista in cui il più forte, in quanto in grado di poter fruire di risorse maggiori rispetto agli altri, è destinato a vivere meglio del più debole. In parole semplici, minare il concetto stesso di solidarietà tra uomini e tra comunità ed esseri umani. Tentativo questo, che noi socialisti non possiamo accettare e che ci sentiamo in dovere di denunciare.

Luca Fantò
Referente nazionale PSI scuola

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