Regionalizzazione scuola, D’Aprile (Uil Scuola): “La scuola è scuola del Paese. Frammentazione e disuguaglianze negli altri settori già autonomi”

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“Nella sanità e nella formazione professionale venti sistemi diversi hanno portato frammentazione, disuguaglianze e costi sociali. Il sistema di istruzione va lasciato fuori da questi programmi. La scuola è scuola del Paese”.

Lo afferma all’Adnkronos Giuseppe D’Aprile, segretario generale della Uil Scuola in merito all’ipotesi di un’eventuale regionalizzazione della scuola.

Ci opporremo in ogni modo legittimo contro scelte che dividano il paese. La scuola per noi è scuola del Paese. È nazionale. – evidenzia con forza D’Aprile – La formazione professionale e la sanità ci devono servire da esperienza: venti sistemi regionali diversificati per finanziamenti, applicazione di contratti di lavoro eterogenei hanno prodotto conseguenze in termini di disuguaglianze civili e di costi sociali“.

Secondo D’Aprile, “per la scuola rischiamo di trovarci nella stessa drammatica emergenza che decreterebbe non solo la frammentazione, la diseguaglianza dell’istruzione, ma la fine del sistema scolastico nazionale. – sottolinea ancora – Scuola, assistenza sanitaria, servizi sociali: conosciamo la portata del gap tra le regioni del sud dove, notoriamente, mancano le infrastrutture, i trasporti per fare due esempi calzanti. Direi che siamo ancora lontani dal garantire i livelli essenziali uguali per tutti quale base di partenza“.

La scuola è il luogo primo e principale per la costruzione dell’eguaglianza sociale, al di fuori di qualsiasi meccanismo competitivo e di mercato. Lo Stato per questo deve mantenere un ruolo centrale nell’istruzione, attraverso un modello che sia garanzia di laicità, gratuità e pluralismo che contribuisca a mantenere alto il livello qualitativo dell’istruzione, che rappresenta uno dei principali fattori di crescita economica e sociale di qualsiasi paese. – conclude D’Aprile – Sono queste le ragioni che ci spingono a contrastare con gli strumenti che la democrazia consente ogni ipotesi di frammentazione del sistema scolastico italiano“.

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