Regionalizzazione scuola, Ministro Lezzi: rischio derive localistiche e depauperamento competenze

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Il tema dell’autonomia continua ad essere al centro del dibattito politico con posizione distinte tra le due componenti della maggioranza: la Lega pronta a far decollare il progetto e il M5S più cauto.

Ministro Lezzi

Il Ministro Barbara Lezzi, con un post su FB, ha informato sul suo intervento in Commissione sul federalismo fiscale. La Ministra non si è detta contraria alla regionalizzazione, tuttavia ha affermato che bisogna coinvolgere il Parlamento e tutte le forze politiche, considerata l’importanza della riforma. Inoltre, è necessario aggiornare i Livelli essenziali delle prestazioni (LEP) che rappresentano la chiave di volta per garantire che il processo del federalismo fiscale sia davvero finalizzato a perseguire obiettivi di efficienza, nella garanzia di un elevato grado di uguaglianza nel godimento dei diritti fondamentali.

Riguardo alla scuola, come riferito dalla senatrice Granato (M5) su FB, la Lezzi ha affermato quanto segue:

La Lezzi non si è soffermata sulle cifre economiche bensì sull’organizzazione scolastica citando il punto 22 del Contratto di governo, in cui «è stato scritto che il legame dei docenti con il loro territorio non può essere declinato in chiave semplicemente autonomistica o regionalistica, nelle parti in cui ciò si traduce in una mera duplicazione di procedure e competenze che rischiano di inficiare il buon andamento del sistema scolastico». Nel sistema di istruzione, insomma, si rischiano derive a carattere localistico» e invece di semplificare si arriverebbe a un sistema in cui «due scuole in uno stesso Comune potrebbero avere in organico un dirigente scolastico statale o regionale e il personale docente in parte statale e in parte regionale». Anche sui programmi regionali c’è un rischio, quello che ci si appiattisca sulla formazione professionale con «un ulteriore depauperamento di quelle competenze maggiormente correlate al libero sviluppo della persona». Una vera e propria contro relazione rispetto a quella del ministro dell’Istruzione in quota Lega, Marco Bussetti.

Per la Lezzi, dunque, c’è il rischio di derive a carattere localistico e di un appiattimento, per quanto riguarda i programmi, sulla formazione professionale.

Regionalizzazione Scuola: posizione sindacati

Il Governo, nell’accordo con i sindacati, si è impegnato a garantire l’unità e l’identità culturale del sistema nazionale di istruzione e ricerca, garantendo un sistema di reclutamento uniforme, lo status giuridico di tutto il personale regolato dal CCNL, la tutela della unitarietà degli ordinamenti statali, dei curricoli  e del sistema di governo delle istituzioni scolastiche autonome. 

Nonostante ciò, i sindacati firmatari dell’accordo – Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams – hanno proseguito nella raccolta firme contro il progetto del Governo, pur sospendendo lo sciopero del 17 maggio.

Il suddetto sciopero, invece, è stato confermato da altre organizzazioni sindacali:

  • COBAS SCUOLA con adesione ANIEF e del sindacato CONFASI;
  • UNICOBAS SCUOLA
  • CUB SUR
  • UDIR

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