Regionalizzazione, M5S, incostituzionale assunzione diretta docenti e concorsi regionali. Bonaccini risponde, mai posta la questione

Oggi fumata nera sulla questione regionalizzazione e autonomia di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Tra i nodi da sciogliere quello relativo all’istruzione e alla scuola che ha visto un acceso dibattito.

M5S, incostituzionale assunzione diretta docenti

Secondo quanto riporta l’ANSA, l’istruzione è stato un nodo centrale.  In particolare, è stato affrontato l’articolo 12 dello schema della riforma, dedicato all’assunzione diretta dei docenti e ai concorsi regionali. Punto, quest’ultimo, che non vede d’accordo il M5S, in quanto – è la posizione pentastellata – il rischio è di recar danno alle Regioni istituendo scuole di serie A, B e C con la possibilità di incappare inoltre nell’incostituzionalità della norma.

l sottosegretario Giuliano, si apprende ancora, ha evidenziato di far riferimento a una sentenza della Consulta redatta nel 2013 da Sergio Mattarella che definisce incostituzionale il principio (dell’assunzione diretta dei docenti) su una richiesta già espressa in passato dalla Lombardia.

Bonaccini, mai posto problema assunzioni docenti

Risposta da parte dei Bonaccini, presidente dell’Emila Romagna: “Non sono stupito delle contrarietà e delle difficoltà che stanno emergendo anche in seno al Governo rispetto alle ipotesi di regionalizzazione del personale della scuola. L’Emilia-Romagna non ha mai posto il problema delle assunzioni e della contrattualizzazione degli insegnanti, come peraltro non chiede nemmeno di assorbire l’ufficio scolastico regionale”. “La nostra proposta – prosegue – è molto diversa e mira al contrario a rafforzare la collaborazione tra Regione e Miur, in particolare sul fronte della programmazione degli organici e dell’edilizia scolastica, cose estremamente importanti ma che nulla hanno a che vedere con l’assunzione degli insegnanti e la regionalizzazione della scuola. Come Emilia-Romagna siamo infatti convinti che l’istruzione debba essere un’architrave nazionale della cittadinanza. E pensiamo che di una scuola pubblica, nazionale e forte, la società di oggi ne abbia bisogno oggi forse più di ieri”.

Diversa, invece la posizione di Lombardia e Veneto.

Di Maio, solo con Lep

Sull’Autonomia “bisogna fare altri incontri, ci sono altre cose da sistemare. Per quanto mi riguarda qualunque autonomia deve contemplare i livelli essenziali di prestazione (Lep) e il fondo di perequazione, ossia che qualunque autonomia si dà alle regioni che giustamente la richiedono non solo deve andare a discapito delle altre regioni”. Così Luigi Di Maio rispondendo ai giornalisti in piazza del Popolo. Tra le cose “impraticabili” le ferrovie regionali e forti perplessità all’istruzione.

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