Regionalizzazione e blocco quinquennale, misure discriminatorie. Lettera

di redazione
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Inviato da Prof. Vincenzo De Benedittis – Legiferare in materia scolastica si sa è impresa quanto mai ardua in un orizzonte normativo e contingente pieno di percorsi differenziali prodotti dalle pregresse politiche, di deroghe alla norma più o meno speculari alla potenza di fuoco degli interessi rappresentati, di scelte approssimative invalidate per via giudiziaria.

Questo governo ha ricevuto una cospicua quota di consensi dai lavoratori della conoscenza, intercettando il variegato malessere dei diversi segmenti della scuola e promettendo soluzioni variegate spesso in reciproca contrapposizione.
Mentre pertanto si consumano lotte fratricide sul tema Reclutamento che vedono posizioni assolutamente antitetiche nella maggioranza di governo i docenti perdono di vista quelle innovazioni trasversali che rischiano di stravolgere DRAMMATICAMENTE l’ordinamento scolastico.

1) La Regionalizzazione dei concorsi: si parla di un indefinito accordo di governo per approdare alla regionalizzazione dei concorsi che sancirebbe un insanabile discriminazione tra regioni di serie A e regioni di serie B, che produrrebbe discriminazioni normative e retributive tra docenti di diverse regioni, che sancirebbe a livello normativo il dislivello tra Nord e Sud del paese.

2) Il blocco quinquennale: comprendiamo tutti la delicatezza del tema “Continuità scolastica” ma dopo anni e anni di deroghe alla mobilità, per riportare a casa i docenti cosi detti esiliati(docenti che volontariamente hanno scelto il trasferimento, tra cui docenti senza un giorno di servizio, cooptati nella scuola dalla libera professione mai abbandonata) questo governo non solo si propone di stoppare le deroghe ma aumenta da 3 a 5 gli anni di assegnazione obbligatoria alla scuola di immissione in ruolo, prima di poter accedere alla procedura di mobilità ordinaria. Un trattamento differenziale che produce enormi discriminazioni ai danni di chi ( vincitori di concorso 2016 e 2018, residuali GAE) si accingono ad entrare in ruolo e magari non lo sono ancora perchè i posti a loro destinati sono stati erosi dalle precedenti mobilità straordinarie, oppure perchè le gmr sono state pubblicate dopo il 31 agosto e quindi non spendibili per le immissioni di quest’anno.

A lato di questi macigni che rischiano di abbattersi sul mondo della scuola alcune questioni per cosi dire tecniche sulle quali sciogliere le ambiguità (su tutte la questione degli accantonamenti posti GMR che rischiano di diventare discriminatori per chi ne beneficerà se non praticati con buon senso)

Non basta aver abrogato il comma 131 della 107 e proporsi di ripristinare la ripetibilità dell’anno di prova se il prezzo da pagare è questa scuola a velocità multiple, promotrice di discriminazione e segregazione.

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