Bussetti: molti insegnanti dopo assunzione al nord tornano al sud. Diamo incentivi per rimanere

di redazione
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Marco Bussetti, ministro dell’istruzione, interviene sui contrasti nel governo sulle autonomie in un’intervista a La Stampa.

Ci sono tre Regioni italiane, guidate peraltro da governi di diverso colore politico – dice – che hanno richiesto, in base all’articolo 116 della Costituzione, maggiore autonomia. A queste Regioni e ai loro cittadini dobbiamo delle risposte. Occorre lavorare, non fare polemica politica“. Sulla scuola “ci siamo sempre mossi con cautela e attenzione. In base a un principio semplice: l’autonomia può essere un’opportunità. Se ci sono territori che pensano di poter utilizzare meglio le risorse nazionali, e di poter aggiungere risorse proprie per migliorare il settore dell’Istruzione, perché impedirlo?“.

Sugli stipendi degli insegnanti che lavorano al Nord, commenta: “Sul personale sono state formulate diverse ipotesi, proprio perché non si vuole imporre nulla“.

In alcune Regioni, come la Lombardia, “molti insegnanti dopo essere stati assunti tornano a casa, spesso nel Meridione. E ciò accade anche a causa dell’elevato costo della vita” ricorda.

Per quanto riguarda gli incentivi essi riguarderebbero, “il salario accessorio. Essendo pagati con risorse regionali, risulta dunque evidente che non si sottrae neppure un solo euro al sistema nazionale di istruzione“.

Secondo il ministro, la sentenza 76 del 2013 della Corte Costituzionale, che aveva ritenuto incostituzionale una richiesta simile della Lombardia di alcuni anni fa “lascia perfettamente libero il legislatore, in sede di attuazione dell’articolo 116 terzo comma della Costituzione, di modificare le norme, senza intaccare i principi fondamentali scolpiti nella Carta Costituzionale. Non ci sarà nessun Paese spaccato, come sento dire”.

L’autonomia scolastica, “consente agli istituti di definire un’offerta formativa in linea con i bisogni dei territori e degli studenti. Questo non vuol dire fare distinzioni tra Serie A e Serie B: il sistema nella sua varietà deve funzionare ovunque e bene“.

Autonomia, Bussetti: “si va avanti. No stipendi differenti ma incentivi per alcuni docenti”. Il progetto

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