Refezione scolastica da casa, responsabili i genitori: rispetto delle regole e funzionamento dell’istituzione scolastica. Un apposito regolamento

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Abbiamo ribadito in un recente articolo quanto siano complessi l’organizzazione e il funzionamento del servizio di refezione scolastica con pasto portato da casa; ancor di più quanto lo sia in momenti del tutto eccezionali ovvero nel periodo di svolgimento della gara ponte e fino a nuovo affidamento del servizio, in momenti di sospensione dal servizio in caso di problematiche di tipo sanitario collegate, ad esempio, a verifiche e controlli su alimenti e locali per la preparazione dei pasti. Limitati casi dicevamo, altrimenti, il tempo pieno sarebbe non solo complesso da gestire, ma impossibile proprio da realizzare, stante la complessità di situazioni che una gestione del pasto auto-prodotto innescherebbe. Una su tutte, ad esempio, la responsabilità in capo alla scuola e agli insegnanti circa le eventuali allergie e intolleranze, e quelle ingestibili della materiale somministrazione dei pasti. Essendo esclusa categoricamente la possibilità che possano essere i docenti a somministrare il cibo, aprire le confezioni, tagliare la carne, ripulire i tavoli o raccogliere ciò che resta su di essi. Vi immaginate cosa possa accadere nelle scuole dell’Infanzia o nelle scuole Primarie? Quante sarebbero le problematiche collegate alla fetta di carne, al pollo, al pesce o semplicemente alo sbucciare la frutta? Autoprodotti sì, dicevamo, ma zero possibilità che le funzioni espletate da personale incaricato all’uopo possano ricadere sul docente o sullo stesso personale ATA. Cosa fare in attesa che l’amministrazione comunale provveda nuovamente ad affidare l’incarico? Sospendere il tempo pieno sarebbe la scelta più adeguata (con una delibera urgente del Consiglio di Istituto); in alternativa il pasto autoprodotto che, compatibilmente all’età degli alunni, non determini disservizi al funzionamento della scuola.

La normativa

In allegato la normativa da richiamare e da non disattendere, considerato, però, come si è avuto modo di far presente in precedenti articoli, che è altrettanto nutrita la giurisprudenza:

  • nota MIUR prot. 348 del 03.03.2017
  • la nota MIUR 38321 del 26.09.2018Regolamento (CE) n. 178/2002 del 28 gennaio2002
  • Regolamento (CE) n. 852/2004 del 29 aprile 2004
  • Regolamento (CE) n. 882/2004 del 29 aprile 2004
  • Regolamento (UE) n. 1169/2011 del 25 ottobre 2011
  • Legge 283/62
  • DPR 327/80
  • DLgs 193/07
  • MIUR Linee guida per l’educazione alimentare 2015
  • Legge Quadro 287/91 sulla somministrazione di alimenti e bevande
  • Linee indirizzo per la ristorazione scolastica del Ministero della Salute del 2010
  • Linee guida MIUR per l’educazione alimentare a scuola del 22/09/2011
  • D.lgs 81/2008.

Premesse che giustifichino scelte di pasti autoprodotti

Tra le motivazioni adducibili a scelte tese al mantenimento del tempo pieno e al contestuale ricorso al pasto autoprodotto, ricordiamo:

  • disagio delle famiglie per l’improvvisa interruzione del servizio di refezione scolastica da parte della ditta incaricata dal Comune;
  • urgenza di consentire il pasto da casa, anche se per un limitato periodo, ed in ogni caso fino all’affidamento del servizio ad una nuova ditta incaricata dal Comune;
  • necessità di organizzare il servizio in assenza di regole chiare e coerenti con la normativa vigente (spesso sostituita da altrettanto complessa giurisprudenza in merito) e a tutela dell’igiene e della salute di tutti gli alunni.

Il consumo del pasto a scuola rappresenta un momento importante

Il consumo del pasto a scuola – come si ha modo di leggere nell’eccellente regolamento a tal uopo definito dall’Istituto Comprensivo “A. Amarelli” di Corigliano Rossano diretta brillantemente dalla dirigente scolastico professoressa Tiziana Cerbino – rappresenta un momento importante, sia dal punto di vista sociale ed educativo, per l’acquisizione di corrette abitudini alimentari, sia sanitario, in quanto consente la disponibilità quotidiana di un pasto sicuro ed equilibrato e rientra a pieno titolo nel tempo scuola in quanto parte dell’offerta formativa . È pertanto fondamentale, pur nel contesto emergenziale da Sars- cov 2, cercare di collaborare con le famiglie per trovare altre soluzioni organizzative che garantiscano in modo equo ed egualitario il diritto allo studio di tutti i nostri alunni.

Sorveglianza: responsabilità dei docenti

I docenti in servizio all’interno della classe garantiscono vigilanza e supporto educativo (non sostitutivo del personale all’uopo individuato per l’assistenza materiale alla mensa) a tutti gli alunni/e che consumano il “pasto domestico”. La disinfezione delle aule sarà di competenza invece dei collaboratori scolastici.

Responsabilità delle famiglie

Il pasto fornito dai genitori e consumato da alunni/e a scuola, costituisce un’estensione dell’attività di preparazione alimentare familiare autogestita, pertanto è un’attività non soggetta alle imposizioni delle vigenti normative in materia di igiene dei prodotti alimentari e delle imprese alimentari e relativi controlli ufficiali (reg. C.E. n.178/2004, C.E. n. 852/2004 n. 882/2004), non soggetta a forme di autorizzazione sanitaria né a forme di controlli sanitari, e ricade completamente sotto la sfera di responsabilità dei genitori dell’alunno/a.

La preparazione, il trasporto, la conservabilità dei cibi, le condizioni igieniche degli alimenti

La preparazione, il trasporto, la conservabilità dei cibi, le condizioni igieniche degli alimenti come anche il loro apporto nutrizionale, rientrando nelle competenze e responsabilità esclusive dei genitori, saranno assicurati dalle famiglie che ne assumono la piena responsabilità sottoscrivendo il modulo allegato al presente Regolamento con il quale si impegneranno a rispettare le indicazioni igieniche e nutrizionali del pasto ed organizzative della scuola. Il materiale utilizzato per il consumo del pasto (piatti, bicchieri, posate…) deve essere monouso , compostabile e comunque adatto all’età del bambino.

Consegna del pasto

Il pasto potrebbe essere consegnato all’alunno preferibilmente e possibilmente al suo ingresso a scuola o in alternativa, a scelta dei singoli consigli di classe e previo accordo unanime di tutte le famiglie, in una finestra temporale. Nella suddetta finestra temporale, potrebbe essere un solo genitore incaricato per classe/ sezione ad accedere nei locali scolastici e consegnare i pasti perfettamente sigillati e conservati a tutti gli alunni presenti. Il rispetto della finestra temporale – come si ha modo di leggere nell’eccellente regolamento a tal uopo definito dall’Istituto Comprensivo “A. Amarelli” di Corigliano Rossano – dovrebbe comunque essere tassativo per non creare confusione, disordine e disturbo delle attività didattiche ed il Dirigente Scolastico si riserverà la facoltà di interrompere in qualsiasi momento l’erogazione del pasto tramite la finestra temporale.

I parametri igienico sanitari

Il pasto dovrà rispettare rigorosamente sia i parametri igienico-sanitari di preparazione e conservazione, sia quelli nutritivi e calorici. I pasti dovranno essere quanto più possibile semplici, mentre non è sicuramente consentito consumare bibite , merendine, patatine fritte o simili, creme, cibi deteriorabili o untuosi, né sono ammessi bottiglie e/o contenitori in vetro, coltelli o scatolame in latta. Dovranno essere forniti – come si ha modo di leggere nell’eccellente regolamento a tal uopo definito dall’Istituto Comprensivo “A. Amarelli” di Corigliano Rossano diretta con spiccate qualità manageriali dalla prof.ssa Tiziana Cerbino – cibi adeguati all’età dei bambini, già porzionati o porzionabili autonomamente dal minore, perché non potranno ricevere l’ausilio dei docenti, del personale ATA onde evitare difficoltà e contaminazioni.

Le famiglie devono assumere piena ed esclusiva responsabilità

Le famiglie devono assumere piena ed esclusiva responsabilità, tenendo presente che gli alimenti andranno conservati in un apposito ed adeguato contenitore ed in uno zainetto diverso da quello utilizzato per i libri e che gli alimenti non potranno essere conservati in frigorifero, né riscaldati prima della consumazione, l’uso di alimenti facilmente deperibili, infatti, espone i pasti (conservati a temperatura ambiente per ore) ad un significativo rischio di alterazione, con pericolo di proliferazione di batteri responsabili di malattie gastrointestinali anche severe. Tutto il necessario per il coperto (compostabile) deve assolutamente essere a carico delle famiglie, tale materiale sarà poi gettato nei rifiuti negli appositi contenitori.

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