Referendum per cancellare “teoria gender” dalla riforma

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È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale un annuncio della Corte di Cassazione di richiesta di referendum popolare – avanzata da "undici cittadini italiani" – per cancellare dal testo della riforma 'Buona scuola' (approvato a luglio) il riferimento al "genere" nella parte in cui si parla di prevenzione della violenza e delle discriminazioni. La notizia è riportata da Public Policy.

È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale un annuncio della Corte di Cassazione di richiesta di referendum popolare – avanzata da "undici cittadini italiani" – per cancellare dal testo della riforma 'Buona scuola' (approvato a luglio) il riferimento al "genere" nella parte in cui si parla di prevenzione della violenza e delle discriminazioni. La notizia è riportata da Public Policy.

Le parole che si chiede di sopprimere sono state oggetto di molte critiche durante l'approvazione del ddl al Senato, quando i rappresentanti politici di area cattolica hanno accusato il governo di voler introdurre nelle istituzioni scolastiche l'insegnamento 'gender' (che letteralmente significa che esistono i generi). Molti esponenti cattolici hanno visto nel testo un'apertura all'insegnamento delle teorie dell'identità di genere e dell'omosessualità.

Il testo, però, così come approvato dal Parlamento prevede che il Pof triennale (il Piano dell'offerta formativa) dovrà "assicurare" nelle scuole il rispetto dei principi di pari opportunità e dovrà promuovere negli istituti "la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni". Il testo, insomma, non specifica l'introduzione nelle scuole di appositi insegnamenti sulla teoria del gender.

COSA SI CHIEDE CON IL REFERENDUM

Gli undici firmatari della richiesta di Referendum chiedono di sopprimere le parole "di genere" (riferite alla prevenzione della violenza) e di eliminare dal testo il riferimento al decreto Femminicidio, approvato nel 2013. Il comma 16 del ddl Buona scuola rimanda infatti alle norme del Governo Letta in cui si prevede il rispetto della rappresentazione "di genere" e delle discriminazioni sempre riferite "al genere"

Comunicato Corte Suprema di Cassazione 27 agosto 2015

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

COMUNICATO

Annuncio di una richiesta di referendum popolare (15A06676)

(GU Serie Generale n.198 del 27-8-2015)

Ai sensi degli articoli 7 e 27 della legge 25 maggio 1970, n. 352, si annuncia che la Cancelleria della Corte suprema di cassazione, in data 26 agosto 2015, ha raccolto a verbale e dato atto della dichiarazione resa da 11 cittadini italiani, muniti dei certificati comprovanti la loro iscrizione nelle liste elettorali, di voler promuovere una richiesta di referendum popolare, previsto dall'art. 75 della Costituzione, sul seguente quesito:

"Volete voi che sia abrogato il comma 16 dell'art. 1 della Legge 13 luglio 2015, n. 107 ("Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti"), limitatamente alle parole "di genere" e "al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall'articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, nel rispetto dei limiti di spesa di cui all'articolo 5-bis, comma 1, primo periodo, del predetto decreto-legge n. 93 del 2013"?

Dichiarano di eleggere domicilio presso: Avv. …..

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