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Reddito e tassazione: ecco cosa fa reddito e cosa no per i contribuenti

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Il periodo delle dichiarazioni dei redditi serve ai contribuenti per pagare le tasse, ma non tutti i redditi sono tassabili.

Ogni contribuente deve pagare le tasse sui redditi che producono. Quest’anno per esempio, con le dichiarazioni dei redditi vanno pagate le imposte relative all’anno 2020, naturalmente a conguaglio rispetto a quanto trattenuto dal datore di lavoro mese per mese durante le retribuzioni dell’anno di imposta a cui fa riferimento il 730 o il modello Redditi Pf.

Infatti l’Irpef è l’Imposta sul reddito delle persone fisiche e i lavoratori dipendenti la versano mese per mese tramite trattenute in busta paga, con il datore di lavoro che svolge in questo caso la funzione di sostituto di imposta. Nel caso di lavoro autonomo invece, mancando la figura del sostituto, occorre versare tutto in sede di dichiarazione dei redditi.

Anche i lavoratori dipendenti però devono effettuare i conguagli, perché il datore di lavoro trattiene l’Irpef solo sulla parte di reddito che lui stesso eroga al suo dipendente. In un anno di imposta il lavoratore/contribuente, può avere prodotto altri redditi oltre a quelli da lavoro dipendente. Basti pensare alle rendite degli immobili, ad eventuali rendite derivanti da contratti di affitto, a redditi di capitale e così via.

La materia è talmente grande che occorre fare il punto su quali sono i redditi assoggettati all’Irpef e alle sue addizionali e quali invece sono al di fuori dell’imposta e che anche se prodotti, non sono assoggettate a Irpef.

Redditi assoggettati ad Irpef e redditi esenti

In linea di massima va detto che tutti i contribuenti devono pagare l’imposta sul reddito delle persone fisiche su tutte le somme che ricevono e che hanno, naturalmente, quella che può essere definita, natura reddituale. Per capire bene quali sono esattamente le entrate di un contribuente, per le quali l’Irpef è dovuta, occorre fare un quadro preciso della situazione, partendo da ciò che è esattamente l’Irpef.

L’Irpef è acronimo di imposta sul reddito delle persone fisiche, ed è una imposta progressiva per scaglioni. L’Irpef deve essere pagata da tutti i contribuenti che percepiscono dei redditi da lavoro o assimilati, che hanno determinate proprietà immobiliari o che hanno determinati redditi da capitale. Come dicevamo, è una imposta progressiva, cioè fa pagare di più a chi produce più redditi. E si parla in questo caso di scaglioni, con la parte di reddito che eccede quella dello scaglione precedente che viene tassata con l’aliquota più alta. Questo in sintesi il meccanismo progressivo.

Proprio alla luce di questo meccanismo, il lavoratore, specie se durante il corso dell’anno di imposta cambia datore di lavoro, deve essere in grado di capire quando deve suggerire al nuovo datore di lavoro di applicare l’aliquota dello scaglione superiore.

Gli scaglioni sono i seguenti:

  • fino a 15.000 euro di reddito: 23% (3.450 euro di Irpef);
  • da 15.001 e fino a 28.000 euro di reddito: 27%   (3.450,00 + 27% sul reddito che supera i 15.000,00 euro);
  • da 28.001 e fino a 55.000 euro di reddito: 38% (6.960,00 + 38% sul reddito che supera i 28.000,00 euro);
  • da 55.001 e fino a 75.000 euro di reddito: 41% (17.220,00 + 41% sul reddito che supera i 55.000,00 euro);
  • oltre 75.000 euro di reddito: 43% (25.420,00 + 43% sul reddito che supera i 75.000,00 euro).

Questo significa che se ci si rende conto che durante l’anno, cambiando datore di lavoro, si supererà in maniera complessiva, la soglia dei 15.000 euro per esempio, occorre segnalare al nuovo datore di lavoro che andrebbe applicata l’aliquota successiva. Infatti nel caso di due datori di lavoro che erogano nel corso dell’anno, per esempio, 8.000 euro cadauno al lavoratore, è del tutto evidente che entrambi applicheranno l’aliquota di loro competenza, quella al 23% per intenderci. Ma ci sarebbero 1.000 euro che andrebbero tassati al 27%, l’aliquota superiore al primo scaglione, per gli importi di redditi eccedenti i 15.000 euro.

Quali le entrate che fanno reddito?

L’esempio di prima riguarda il reddito da lavoro dipendente. Ma questa è solo una delle voci che compongono il reddito di cui tassate un contribuente.

Un contribuente deve pagare l’Irpef su tutti i redditi percepiti nell’anno solare.  Fanno reddito e quindi impongono il pagamento delle imposte, i seguenti redditi:

  •  Reddito da lavoro dipendente;
  • Reddito assimilato a quello da lavoro dipendente (la pensione per esempio);
  • Reddito da lavoro autonomo;
  • Reddito fondiario (ricavi per case affittate);
  • Reddito da capitale (interessi su risparmi, investimenti ecc.).

Avere redditi entro la soglia della no tax area consente al contribuente di evitare il pagamento delle imposte. Tale soglia è fissata ad 8.174,00 euro.

Non fanno reddito, cioè non concorrono alla formazione della base imponibile ai cui si calcolano le imposte:

  •  I ricavi derivanti dai compensi ricevuti per attività sportive dilettantistiche, anche in qualità di co.co.co fino a 10.000 euro;
  • Le indennità di trasferta purché non superiori a 46,48 euro al giorno (incrementata a 77,47 euro al giorno se trattasi di trasferta estera);
  • Premi welfare aziendali fino a 258,23 euro annui;
  • Il reddito della casa di abitazione e sue pertinenze.

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