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Reddito di emergenza per scadenza Naspi: spetta se nel nucleo si percepisce reddito da lavoro o da pensione?

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Si può richiedere il REM per scadenza Naspi se nel nucleo familiare c’è qualcuno che percepisce pensione diretta o indiretta?

Il decreto Sostegni ha rinnovato il reddito di emergenza per 3 mesi includendo tra i possibili beneficiari anche coloro che hanno terminato di percepire la Naspi o la Dis Coll tra il 1 luglio 2020 ed il 28 febbraio 2021. Rispondiamo ad un lettore che ci chiede:

Salve ,in milioni di articoli letti non c’è scritto da nessuna parte un cosa fondamentale specifica del rem  per chi ha terminato la naspi .Ho terminato la naspi ,nella soglia stabilita dal decreto ,il mio isee è inferiore a 30 Mila euro quindi posso accedere al sostegno.
La cosa che non è spiegata da nessuna parte è questa : se io vivo con un pensionato per esempio mia madre e sono nel nucleo con lei , quindi l’isee è dato dal nucleo Me più mia madre ,essendo lei titolare di pensione indiretta ( di reversibilità) ,io percepirò lo stesso il rem?
Ovunque ,c’è  scritto che il rem (quello classico ,normale insomma)  è incompatibile con le altre indennità covid e con le pensioni tutte ,tranne quella di invalidità ,ma non si capisce se nel caso di domanda da richiedente che ha terminato la naspi , per essere incompatibile , la pensione  deve essere del richiedente ovvero colui che ha finito la naspi , oppure c’è incompatibilità anche se la pensione è percepita da un membro del nucleo ,in questo caso mia madre.

REM e nucleo familiare

Il reddito di emergenza chiede requisiti diversi a chi lo richiede per sostegno al nucleo familiare e a chi lo richiede per scadenza Naspi nel periodo previsto dal decreto.

Per i nuclei familiari in situazione di disagio economico è richiesto il rispetto di precisi parametri reddituali e patrimoniali e precise incompatibilità

Per chi, invece, richiede il REM per scadenza NASPI i requisiti richiesti sono diversi e, a parte l’ISEE che è riferito all’intero nucleo familiare, riferiti al solo richiedente. Il decreto , infatti, al comma 2 dell’articolo 12 testualmente afferma che “Le quote di Rem di cui al comma 1 sono altresì riconosciute, indipendentemente dal possesso dei requisiti di cui al medesimo comma, nella misura prevista per nuclei composti da un unico componente, ai soggetti con ISEE in corso di validità, ordinario o corrente non superiore ad euro 30.000, che hanno terminato tra il 1° luglio 2020 e, il 28 febbraio 2021 le prestazioni previste dagli articoli 1 e 15 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22. Resta ferma l’incompatibilità con la fruizione da parte del medesimo soggetto delle indennità di cui al comma 1, lettera b) , nonché l’incompatibilità con la titolarità, alla data di entrata in vigore del presente decreto, di un contratto di lavoro subordinato, con esclusione del contratto di lavoro intermittente senza diritto all’indennità di disponibilità ai sensi dell’articolo 13, comma 4, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, ovvero di un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, ovvero di una pensione diretta o indiretta, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità.”.

Appare chiaro, quindi, che il requisito dell’incompatibilità è riferito al solo lavoratore disoccupato in quanto l’articolo afferma che “l’incompatibilità con la fruizione da parte del medesimo soggetto”. Le incompatibilità con contratto di lavoro, pensione e indennità per stagionali sono riferite solo ed esclusivamente al soggetto che ha terminato l’indennità di disoccupazione.

Di fatto, quindi, se nel nucleo familiare del soggetto che ha terminato la Naspi ci sono componenti che percepiscono pensione o che sono titolari di contratti di lavoro, il disoccupato può richiedere tranquillamente il REM che in questo caso, poi, è erogato nella misura prevista per i nuclei familiari composti da un solo componente (e quindi per una sola persona, il disoccupato, appunto).

 

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