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Reddito di cittadinanza, se mi dimetto da un contratto a termine con la scuola lo perdo?

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Quando si presentano dimissioni volontarie si perde il reddito di cittadinanza, a stabilirlo la normativa che regola il sussidio.

Cosa accade al nucleo familiare titolare di reddito di cittadinanza se uno dei componenti del nucleo familiare si dimette volontariamente dal proprio lavoro? Si rischia di perdere il sostegno al reddito se, dopo aver accettato un contratto a termine con la scuola, si presentano dimissioni volontarie prima della scadenza? Rispondiamo alla domanda di una nostra lettrice che ci scrive:

Mio figlio percepisce il rdc da 18 piu altri 6 mesi di rinnovo.
Il 13 ottobre ha avuto una convocazione partime verticale di 12 ore settimanali presso una scuola di Genova come collaboratore scolastico fino al 9 dicembre.
Il 14 ottobre si è presentato presso l’istituto ed ha sottoscritto il contratto, iniziando a lavorare lo stesso giorno (assistenza ai bambini di scuola primaria e a fine lavoro fare anche le pulizie).
Dopo 10 giorni il 24 ottobre ha inviato una mail di dimissioni dopo aver deciso di non voler proseguire il rapporto di lavoro.
La convocazione della scuola è equiparabile all offerta di lavoro da parte del centro impiego o non ha effetti sul rdc in caso di dimissioni?
A questo punto cosa deve fare per evitare di perdere il reddito di cittadinanza?
Grazie e cordiali saluti.

Reddito di cittadinanza e dimissioni

Fin dalla sua introduzione il reddito di cittadinanza prevede che perdono il diritto al reddito di cittadinanza i nuclei familiari in cui un componente abbia presentato dimissioni volontarie dal proprio posto di lavoro. Con  la legge 26 del 28 marzo 2019 si è chiarito che a perdere il diritto è il solo componente dimissionario e non tutto il nucleo familiare.

La circolare INPS 100 del 2019 specifica, infatti, che “A seguito delle modifiche introdotte con la legge di conversione n. 26/2019, è venuta meno inoltre l’esclusione dal Rdc, prevista dal decreto-legge prima della conversione, per i nuclei familiari che abbiano tra i componenti soggetti disoccupati a seguito di dimissioni volontarie, con riferimento ai dodici mesi successivi alla data delle dimissioni e fatte salve le dimissioni per giusta causa. La legge di conversione, infatti, limita l’esclusione al solo componente disoccupato che abbia presentato le dimissioni volontarie, riducendo nella misura di 0,4 punti il parametro della scala di equivalenza ai fini del reddito di cittadinanza.”.

Pertanto se il nucleo familiare è composto dal solo beneficiario che ha presentato dimissioni volontarie dal proprio rapporto di lavoro, il reddito di cittadinanza viene revocato.

Da premettere che avendo stipulato un contratto di lavoro con la scuola quest’ultimo risulta e risulta anche che è stato interrotto per la presentazione di dimissioni volontarie del lavoratore.

Proprio per questo motivo suo figlio deve comunicare all’INPS non solo di aver accettato un contratto di lavoro ma anche di aver presentato dimissioni volontarie dallo stesso prima della scadenza del termine contrattuale (perdendo, di fatto, anche il diritto all’indennità di disoccupazione eventualmente spettante) compilando il Modello Rdc/Pdc – Com Esteso.

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