Recovery Plan, nuova bozza: il Ministero dell’Istruzione investirà oltre 10 miliardi per didattica e diritto allo studio

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Spunta una nuova bozza di Recovery plan, un documento aggiornato di 153 pagine, nel quale per la prima volta compare il cronoprogramma dei singoli progetti, con l’indicazione, come chiede l’Ue, di milestones (pietre miliari) e target (obiettivi).

Vengono indicati i soggetti proponenti, attuatori e la natura della spesa, se si tratta di investimenti, riforme o incentivi.

La bozza, datata 29 dicembre, aggiorna il testo di 133 pagine portato in Consiglio dei Ministri il 7 dicembre.

Il Ministero dell’Istruzione investirà 10,65 miliardi di euro per il potenziamento della didattica e il diritto allo studio.

Obiettivi del piano, si legge, il “Rafforzamento delle condizioni di accesso all’istruzione e contrasto all’abbandono scolastico e alla povertà educativa”; il “Potenziamento della didattica in particolare in discipline STEM, linguistiche e digitali” e il “Rafforzamento della formazione professionale secondaria e universitaria, aumento degli investimenti in formazione terziaria e in ricerca”.

Un miliardo per 100mila alloggi universitari con la triplicazione dei posti letto a disposizione, il 20% in più di borse di studio universitarie e anche interventi per favorire gli studenti con redditi bassi alle prese con le tasse universitarie (in tutto circa 900 milioni).

Previsti anche interventi per 1 miliardo per spingere la formazione delle bambine e delle ragazze nelle materie scientifiche: per il 2025 secondo le stime sarebbero 8mila le scuole in grado di attivare percorsi Stem. E attenzione viene data anche al multilinguismo con 27.000 periodi di studio all’estero per alunni della scuola secondaria nel 2024, 10.000 corsi extracurriculari di lingua per studenti nel 2024, 1.000 corsi di lingua e metodologici per docenti l’anno. 2 miliardi vanno invece a interventi per recuperare il divario digitale nelle scuole.

Confermati i fondi per incrementare asili e classi primavera per i bimbi e le bimbe 2-6 anni con uno stanziamento pari a 500 milioni.

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