Pensioni, nel Recovery Plan governo dà l’addio a quota 100: il 2021 sarà l’ultimo anno. In arrivo quota 102

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Il Recovery Plan, nella sua ultima bozza, formalizza l’addio a Quota 100. Si legge nel testo: “In tema di pensioni, la fase transitoria di applicazione della cosiddetta Quota 100 terminerà a fine anno e sarà sostituita da misure mirate a categorie con mansioni logoranti”. 

Non ci saranno proroghe, dunque, per il modello di pensionamento anticipato introdotto nel 2019 –  per 3 anni – che permette l’uscita dal mondo del lavoro per chi ha almeno 38 anni di contributi e 62 anni di età.

Prende quota in queste ore l’ipotesi che la misura possa essere sostituita da quella che gli addetti ai lavori definiscono quota 102. Anche in questo caso, come per quota 100, è richiesto il raggiungimento della quota con paletti fissati per età e contributi: 38 anni di contributi ed almeno 64 anni di età.

La platea dei destinatari, quindi, rispetto alla riforma voluta dai gialloverdi si restringerebbe, con un anticipo di soli 3 anni al posto dei 5 consentiti dalla quota 100. Fonti del Mef confermano che è un ‘plan B’ su cui si sta ragionando, assieme alla possibilità di prevedere degli sconti contributivi per le categorie più svantaggiate.

Il testo del Recovery Plan passerà in Consiglio dei ministri per un primo esame per poi essere presentato ai due rami del Parlamento la prossima settimana.

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