Recovery Plan, ecco come saranno spesi i 28,49 i miliardi per la scuola. Azzolina: “Occasione storica”

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“Il Recovery plan è un’occasione storica per il nostro Paese e per la scuola ancor di più sulla quale abbiamo più di 27 miliardi: parte anche sull’edilizia scolastica, costruzione di nuove scuole e  sull’efficientamento energetico, la digitalizzazione”. 

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, commenta quanto è previsto dal Recovery Plan in base all’ultima bozza disponibile che sarà approvata dal Consiglio dei Ministri in serata.

Poi aggiunge: “Abbiamo spento gli animi dei nostri studenti che ora stanno chiedendo di tornare a scuola. Dobbiamo ricordarci che l’Italia deve pensare alle nuove generazioni, e in questo il Recovery ci dà una mano enorme”.

Sull’argomento interviene il Movimento Cinque Stelle: “Nel piano del Recovery Fund, il capitolo scuola e istruzione prevede – considerando tutti i fondi europei – investimenti per oltre 27 miliardi. Una cifra imponente, mai vista, che può segnare una svolta non solo per il mondo della scuola ma per il futuro dell’intero paese. Gli investimenti in istruzione e ricerca sono il volano per l’uscita dall’emergenza e, guardando oltre, per assicurare all’Italia salute, prosperità e benessere. Il Movimento 5 Stelle è pronto a lavorare al fianco del governo, con la ministra Azzolina in primissima linea su questo fronte. Ma anche e soprattutto al fianco delle parti sociali e di tutta la comunità scolastica e universitaria italiana, per mettere a frutto questa occasione epocale, perché è una sfida a cui siamo chiamati a collaborare tutti, nessuno escluso. La scuola e la ricerca di base sono il capitale più importante su cui investire, sarebbe imperdonabile perdere tempo in questioni diverse dal lavorare, oggi più che mai, per il presente e il futuro del nostro paese”.

BOZZA

Ecco cosa è previsto nel Recovery Plan

Per il capitolo Istruzione e ricerca sono 28,49 i miliardi previsti nella bozza del Recovery. Di questi 16,72 per ‘Potenziamento delle competenze e diritto allo studio’ e 11,77 per il punto ‘Dalla ricerca all’impresa’.

La missione “Istruzione e ricerca” ruota attorno ai seguenti assi portanti:

– l’ampliamento delle competenze acquisite nelle scuole, nelle università e nelle istituzioni di Alta Formazione Artistica e Musicale da parte di giovani, di lavoratori e ampie fasce di popolazione attiva;

– il potenziamento della ricerca di base e delle grandi infrastrutture di ricerca, fondamentali nelle aree di frontiera e per il trasferimento tecnologico, il miglioramento dell’interazione tra mondo della ricerca e mondo produttivo, nonché della propensione all’innovazione delle imprese, soprattutto delle PMI, e la loro partecipazione a progetti e filiere strategiche. Per questa via si sostengono anche la domanda e l’adeguato impiego di competenze avanzate nel nostro sistema produttivo;

– l’internazionalizzazione della formazione superiore e della ricerca attraverso la promozione della mobilità di docenti e ricercatori, sia verso l’estero che verso l’Italia, per contribuire ai principali processi internazionali di ricerca e formazione di nuove competenze, nei principali ambiti strategici per il futuro;

– il supporto alla ricerca condotta dai giovani talenti, con finanziamenti ad essi dedicati, seguendo il modello d’eccellenza degli ERC grant europei.

Recovery Plan, domani alle 21,30 il Consiglio dei ministri. 28 miliardi all’Istruzione [Bozza PDF]

Missione 4 – Istruzione e ricerca

La missione è divisa in 2 componenti ed è particolarmente focalizzata sulle generazioni future.

Affronta il tema strutturale più importante per rilanciare la crescita, la produttività, l’inclusione sociale e la capacità di adattamento alle sfide tecnologiche e ambientali.

Ha due obiettivi fondamentali:

(i) garantire le competenze e le abilità necessarie per affrontare le sfide presenti e future, intervenendo sui percorsi scolastici e universitari degli studenti, sostenendo il diritto allo studio e accrescendo l’incentivo delle famiglie a investire nell’acquisizione di competenze avanzate da parte dei giovani;

(ii) rafforzare i sistemi di ricerca e la loro interazione con il mondo delle imprese e delle istituzioni.

La prima componente, “Potenziamento delle competenze e diritto allo studio”, è dedicata al potenziamento della didattica. Si prevede un notevole sforzo per colmare il ritardo del Paese nelle strutture e nei servizi dedicati all’età prescolare, iniziative per il contrasto alla povertà educativa e per la riduzione dei divari territoriali nella quantità e qualità dell’istruzione, in particolare nel Mezzogiorno, interventi per la didattica digitale integrata, per le competenze STEM e il multilinguismo, con un focus specifico alla formazione delle donne.

La seconda componente, “Dalla ricerca all’impresa”, guarda alla ricerca di base, applicata, e al trasferimento tecnologico per rafforzare il sistema della ricerca lungo le diverse fasi della maturità tecnologica, agendo in maniera sistemica sulla leva degli investimenti in R&S. Una prima direttrice di intervento è rivolta al potenziamento della filiera di R&S attraverso grandi infrastrutture di ricerca, partenariati allargati per lo sviluppo di progetti di ricerca. Una seconda direttrice si focalizza sul potenziamento dei meccanismi di trasferimento tecnologico, incoraggiando – con partnership ed investimenti pubblici e privati – l’innovazione attraverso l’uso sistemico dei risultati della ricerca da parte del tessuto produttivo.

Sono contemplati, in quest’ambito, investimenti per il potenziamento di strutture di ricerca e la creazione di “reti nazionali” di R&S su alcune tecnologie abilitanti (Key Enabling Technologies), la creazione di “ecosistemi dell’innovazione” attorno a “sistemi territoriali” di R&S.

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