Recovery Plan, aumentano i soldi a disposizione per l’istruzione: oltre 27 miliardi di cui 22 per nuovi progetti. BOZZA

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Ammontano complessivamente a 222,03 miliardi le risorse previste negli investimenti del cosiddetto Piano Recovery.

Di questi 209,84 riguardano il Next Generation Eu: 66,6 miliardi sono già impegnati in progetti in essere, 143,24 su nuovi progetti. Questo è quanto emerge dalla tabella allegata al documento che il governo ha predisposto e girato ai partiti di maggioranza nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Per quanto riguarda l’istruzione sono 27,91 i miliardi messi a disposizione. Di questi, 22,29 miliardi saranno destinati a nuovi progetti.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza predisposto dal governo, integrato con gli altri fondi europei di Coesione e di React Eu, porta la quota di investimenti previsti al 70% e “assicurerebbe, secondo stime in corso, un impatto sul Pil di circa 3 punti percentuale e un incremento occupazionale superiore a quelli precedentemente stimato”.

COSA SI PREVDE PER L’ISTRUZIONE

“La prima componente, ‘Potenziamento delle competenze e diritto allo  studio’ – si legge nelle 13 pagine delle linee di indirizzo del piano  inviate alle forze di maggioranza – è dedicata al potenziamento delle  competenze e del diritto allo studio, alla lotta contro la povertà  educativa e ai divari territoriali nella quantità e qualità dell’istruzione. La componente è stata significativamente rafforzata  nella sua dotazione finanziaria“, si rivendica nel testo.

“Le linee portanti sul contrasto ai divari territoriali sono  costituite da un forte investimento su asili nido, scuole di infanzia  e sezioni primavera, potenziato per colmare il divario nei confronti  dei paesi europei più avanzati, in particolare nel Mezzogiorno – si  legge ancora nel testo – insieme a interventi sulle scuole con  maggiore incidenza di abbandono ed esiti educativi deboli, e  finanziamenti per alloggi per studenti. Per il potenziamento della  didattica si prevedono interventi per la didattica digitale integrata, le competenze STEM e il multilinguismo, con un focus specifico alla formazione delle donne”.

“È stato inserito un progetto da un miliardo per l’estensione del tempo pieno nelle scuole. Parallelamente si  investirà, con maggiori risorse, nelle infrastrutture (cablaggio, laboratori, aule didattiche). Infine, si intende favorire una maggioreintegrazione tra scuole superiori e università e il rafforzamento dell’istruzione professionalizzante rivolta al mondo del lavoro, una riforma e un investimento molto importanti per le nuove generazioni. Si tratta di una componente particolarmente significativa non solo perla dimensione generazionale del PNRR, ma anche per quelle di genere e territoriale. Appare opportuno a tal fine sviluppare ulteriormente gliinvestimenti e i progetti operativi all’interno di precise linee di riforma. Le risorse complessive per questa componente sono pari a 15,4miliardi, a cui si aggiungono 1,35 miliardi di ReactEu”.

“La seconda componente, ‘Dalla ricerca all’impresa’, guarda alla ricerca di base, applicata e al trasferimento tecnologico.Mira a rafforzare il sistema della ricerca lungo le diverse fasi dellamaturità tecnologica e a innalzare il potenziale di crescita del sistema economico, agendo in maniera sistemica sulla leva degli investimenti in R&S, tenendo conto dei divari territoriali e della tipicità delle imprese”.

“Una prima direttrice di intervento, significativamente potenziata – viene rimarcato nelle linee di indirizzo del Recovery plan – è rivoltaal rafforzamento della filiera di R&S nel sistema della ricerca e nel sistema economico, attraverso il potenziamento delle grandi infrastrutture di ricerca, i partenariati allargati per lo sviluppo di progetti di ricerca orientati alle sfide strategiche di innovazione che il Paese ha davanti a sé. In particolare, sono stati introdotti interventi per due miliardi volti al finanziamento del fondo programmanazionale della ricerca, dei nuovi PRIN, e del fondo per l’edilizia e le infrastrutture di ricerca, in particolare nel Mezzogiorno”.

“Una seconda direttrice si focalizza sul potenziamento dei meccanismi di trasferimento tecnologico, incoraggiando – con partnership ed investimenti pubblici e privati – l’innovazione attraverso l’uso sistemico dei risultati della ricerca da parte del tessuto produttivo. Sono contemplati, in quest’ambito, investimenti  per il potenziamento di strutture di ricerca e la creazione di ”reti nazionali” di R&S su alcune tecnologie abilitanti (Key Enabling Technologies), la creazione di “ecosistemi dell’innovazione” attorno a ”sistemi territoriali” di R&S. L’ultima direttrice prevede interventi di sostegno all’innovazione nelle PMI attraverso dottorati innovativi e green. Le risorse complessive per questa componente sono pari a 15,4 miliardi, a cui si aggiungono 1,35 miliardi di ReactEu”.

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