Recovery Plan, appello Anief ai deputati: assegnare carta Ata e corsi di formazione in orario di servizio

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Comunicato Anief – C’è anche la valorizzazione del personale Ata all’interno delle aree tematiche di intervento della missione “Istruzione e ricerca” inserita nel Recovery Plan, per la quale sono state destinate risorse pari a 28,49 miliardi di euro: tra le iniziative per la riqualificazione, formazione e selezione del personale scolastico, si dovrebbe prevedere di coinvolgere anche il comparto che conta oltre 200 mila lavoratori, per i quali va prevista un’opera di riqualificazione, formazione e selezione. Le richieste – che rientrano nell’ambito dei fondi europei di Next Generation EU – sono state formulate dall’Anief alla VII Commissione della Camera dei Deputati.

“Non è più procrastinabile – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – l’assegnazione della carta Ata e lo svolgimento durante l’orario di servizio di corsi di formazione e/o aggiornamento obbligatori da computare a recupero ore. Altrettanto obbligatoria dovrebbe essere la frequenza di un corso di formazione selettivo per tutti gli assistenti amministrativi entrati in ruolo, da concludersi positivamente prima del termine del periodo di prova, poiché ciò consentirebbe di accertare l’acquisizione delle professionalità necessarie allo svolgimento della professione, nonché l’indizione di un apposito corso-concorso volto a stabilizzare tutti gli assistenti amministrativi che da tempo immemore svolgono la funzione di DSGA”, conclude il presidente Anief.

Il personale Ata della scuola è uno dei temi presenti nelle osservazioni dell’Anief alle proposte contenute nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR): nello strumento che traccia gli obiettivi, le riforme e gli investimenti che l’Italia vuole realizzare con i fondi europei di Next Generation EU, gli assistenti amministrativi e tecnici, i collaboratori scolastici e i Dsga sono considerati indispensabili per il rilancio della scuola.

A livello globale, l’investimento per il settore punta a migliorare la qualità dei sistemi di istruzione e formazione innalzando i risultati educativi, allineando ai parametri comunitari il rapporto numerico docenti/discenti per classe, favorendo la digitalizzazione dei processi e degli strumenti di apprendimento e l’adeguamento delle competenze alle esigenze dell’economia e agli standard internazionali.

Per realizzare tali obiettivi e rimuovere i possibili ostacoli al pieno utilizzo degli investimenti sarà però necessario attuare una serie di riforme incidenti sulle politiche di spesa corrente che conducano alla revisione dell’attuale formulazione degli organici, al contrasto del precariato, alla facilitazione della mobilità territoriale e professionale, agli avanzamenti di carriera, ferma restando la corresponsione di uno stipendio base ancorato al costo della vita con una specifica indennità legata al rischio biologico e al burnout.

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