Recovery plan, ampliare il tempo pieno a scuola grazie allo sport sin dalla primaria

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Il Recovery plan è stato approvato dal Consiglio dei Ministri e verrà presentato in Parlamento oggi e domani dal presidente del Consiglio Mario Draghi. La quarta missione, “Istruzione e Ricerca”, stanzia complessivamente 31,9 miliardi di euro – di cui 30,9 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 1 miliardo dal Fondo. Fra i temi sul tavolo c’è quello relativo al potenziamento dello sport a scuola. Vediamo di cosa si tratta.

Potenziare lo sport e ampliare il tempo scuola

L’obiettivo dell’intervento è quello di potenziare le infrastrutture per lo sport e favorire le attività sportive a cominciare dalle prime classi delle scuole primarie.

La misura nasce anche in risposta ai bisogni che le scuole richiedono, le carenze da questo punto di vista esistono nella scuola italiana: secondo i dati dell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica riportate anche sul Pnrr, il 17,1% delle sole scuole del primo ciclo non dispone di palestre o strutture sportive. Percentuale che sale al 23,4% nelle regioni del sud, c.d. “meno sviluppate” e che sale ulteriormente al 38,4% se prendiamo in considerazione anche le scuole del secondo ciclo di istruzione.

In tal senso si intende ampliare il tempo pieno a scuola, anche attraverso politiche legate al contrasto della dispersione scolastica principalmente nelle aree più svantaggiate del Paese.

Infatti, secondo il Piano, non si tratta solo di allungare il tempo scuola, ma di ripensare l’intera offerta formativa di una scuola aperta al territorio, anche introducendo attività per il potenziamento delle competenze trasversali delle studentesse e degli studenti soprattutto del primo ciclo di istruzione.

Interventi utili per l’intera comunità territoriale

Inoltre, intervenendo sulle attività sportive a scuola e nello specifico con l’implementazione di strutture sportive annesse alle istituzioni scolastiche consente di poter raggiungere un duplice obiettivo: favorire lo sport e le attività motorie nelle scuole e consentire di mettere a disposizione dell’intera comunità territoriale tali strutture sportive, nuove o riqualificate, al di fuori dell’orario scolastico attraverso convenzioni e accordi con le stesse scuole, gli enti locali e le associazioni sportive e dilettantistiche locali.

Complessivamente il testo del Recovery Plan riporta che il piano mira a costruire o adeguare strutturalmente circa 400 edifici da destinare a palestre o strutture sportive anche per contrastare fenomeni di dispersione scolastica nelle aree maggiormente disagiate. Tali edifici verranno dunque anche dotati di tutte le attrezzature sportive necessarie moderne e innovative e caratterizzate anche, lì dove possibile, da alta componente tecnologica, per essere resi immediatamente utilizzabili e fruibili da scuole e territorio.

Si specifica che queste azioni si pongono  in continuità con gli investimenti e le azioni del Ministero dell’istruzione autorizzate nell’ambito del Fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa e per gli interventi perequativi, di cui all’articolo 1 della legge 18 dicembre 1997, n. 440, che consentono la realizzazione di progetti e attività extracurricolari.

Transizione verde

La costruzione o riqualificazione di tali strutture strizza l’occhio al raggiungimento degli obiettivi e delle esigenze di transizione verde promosse dalla Commissione europea, nonché al raggiungimento degli obiettivi climatici, prevedendo in fase attuativa, come nel caso della costruzione di nuove palestre, la realizzazione di strutture ecocompatibili e con caratteristiche di efficientamento energetico, di sostenibilità e durevolezza nel tempo. Tali strutture potrebbero, inoltre, stimolare lo sviluppo delle competenze e la sensibilità dei più piccoli al rispetto del clima e della transizione verde.

Il costo stimato relativo all’RRF per palestre e strutture sportive è pari a 300 milioni di euro.

LA VIDEO GUIDA

TESTO RECOVERY PLAN INTEGRALE [PDF]

 

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