Recovery fund, verso l’accordo tra i Paesi Ue: all’Italia 209 miliardi. Fondi dal 2021

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La nuova composizione del Recovery fund porterebbe all’Italia 209 miliardi, di cui 82 di sussidi e 127 di prestiti. Questo sarebbe, secondo le ultime indiscrezioni, l’accordo raggiunto tra i paesi europei dopo una trattativa durissima durata quattro giorni. 

Se ciò venisse confermata, sarebbe una cifra superiore a quella della proposta iniziale della Commissione, che si fermava a 173.

Secondo le ultime indiscrezioni, rilanciate da più agenzie di stampa, nella proposta di compromesso,  la Recovery and Resilience Facility, il ‘cuore’ del piano per la ripresa, viene rafforzata, anche rispetto alla  proposta iniziale della Commissione e a quella di compromesso avanzata da Michel il 10 luglio scorso, passando da un totale di 560 miliardi a  672,5 milardi di euro, dei quali 312,5 miliardi di trasferimenti (rispetto a  310 miliardi) e 360 miliardi di prestiti (rispetto a 250 miliardi).

L’ammontare totale di Next Generation Eu, come è stato ribattezzato dalla Commissione il Recovery Plan, è di 750 miliardi di euro, invariato rispetto alla proposta iniziale. Di questi, 360 milardi sono prestiti  (rispetto a 250 milardi iniziali), 390 sono trasferimenti (rispetto a  500).

Il piano, che interagirà e potenzierà il Quadro Finanziario Pluriennale, è stato rimodulato in modo da concentrare molta forza  finanziaria sulla Recovery and Resilience Facility, lo strumento  destinato a finanziare i piani nazionali di ripresa e di resilienza,  che i Paesi membri dovranno presentare alla Commissione, possibilmente entro l’autunno.

Il bilancio europeo 2021-2027 resta fissato a 1.074 miliardi di impegni. Ai Paesi frugali vengono queste cifre: alla Danimarca vanno 322 milioni annui di rimborsi; all’Olanda 1,921 miliardi; all’Austria 565 e alla Svezia 1,069 miliardi.

Il 70% dei trasferimenti va impegnato negli anni 2021 e 2022; il restante 30% entro la fine del 2023.

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