Reclutamento, organici, diritti Dsga: proposte Anquap al Ministro Azzolina

di redazione
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Documento Anquap per il Ministro dell’istruzione: On.le Ministro Lucia Azzolina, come a Lei ben noto il vigente assetto istituzionale e organizzativo delle scuole autonome conferisce alle stesse una mole rilevante – per quantità e qualità – di attività amministrative che vanno dalla gestione degli alunni a quella del personale, dalla gestione finanziaria a quella patrimoniale e all’attività negoziale.

È questa la ragione per cui la legislazione e la contrattazione collettiva hanno disciplinato e previsto accanto al Dirigente scolastico un altro organo individuale con la denominazione di Direttore dei servizi generali e amministrativi.

Purtroppo, una dissennata e improvvida politica del personale – che si è protratta per quasi due decenni – ha prodotto il “bel risultato” di lasciare vacanti nel corrente anno scolastico circa 3.000 posti di DSGA su 7.859 e alimentato comprensibili aspettative da parte degli Assistenti Amministrativi che negli anni hanno svolto le funzioni superiori (doppiamente superiori, dall’area B all’area D) di Direttori SGA.

Questa situazione di “scoperture” è destinata ad aggravarsi con l’inizio del prossimo anno scolastico, per effetto di qualche centinaio di pensionamenti, se non si realizzano le seguenti condizioni:

  • urgente conclusione del concorso ordinario per direttori SGA. Sono passati oltre 2 mesi dallo svolgimento delle prove scritte e tutto tace. Di questo passo potrebbe non essere possibile concludere in tempi utili per le assunzioni dal 1° settembre 2020;
  • occorre dichiarare idonei tutti coloro che supereranno le prove scritte e orali. Ci sono voluti 20 anni per bandire il primo concorso per DSGA e chissà quanti altri ce ne vorranno per bandire il prossimo. Il recente innalzamento della percentuale degli idonei al 30% rispetto ai posti messi a concorso in ogni regione (che porterà ad un totale di idonei pari a 2.605), non sarà sufficiente neanche a coprire i posti vacanti e disponibili del prossimo anno scolastico (oltre 3.400 posti). Perché sprecare questa occasione e le tante risorse finanziarie investite per l’organizzazione di questo concorso?
  • bando per concorso straordinario riservato agli Assistenti Amministrativi Facenti funzione di DSGA. Pur dichiarando idonei tutti coloro che supereranno le prove scritte e orali in questo concorso avremo comunque un numero insufficiente di personale in grado di coprire i posti vacanti e disponibili del prossimo anno scolastico e, soprattutto, di quelli successivi. Molti candidati, nel frattempo, hanno vinto altri concorsi o hanno trovato altre occupazioni, altri potrebbero non superare le prove scritte e/o orali, ecc.. Per quanto sopra, è più che mai necessario, con modifica del D.L 126/2019, dichiarare idonei tutti coloro che supereranno le prove concorsuali e ammettere al concorso riservato anche i Facenti funzione senza laurea;
  • autorizzazione alle assunzioni a tempo indeterminato dal 1° settembre 2020 su tutti i posti vacanti di direttori SGA (assunzioni da concorso ordinario e, in subordine, da concorso riservato);

Con riferimento al corretto funzionamento delle scuole sarebbe, altresì, urgente e necessaria:

  • una profonda revisione del sistema di classificazione e dei profili professionali del personale ATA, a cominciare dal Direttore SGA la cui posizione deve essere equiparata a quella dei Direttori Amministrativi di Accademie e Conservatori. In sede ARAN sono in corso confronti con le OO.SS. in assenza di un atto di indirizzo di parte datoriale, che riteniamo indispensabile in termini formali e sostanziali;
  • l’abrogazione della norma sulle scuole sottodimensionate, che non consente di applicare alle stesse, in via esclusiva, un DS e un DSGA. Senza DS e DSGA a tempo pieno queste scuole (364 nel corrente anno scolastico) vivono condizioni oggettive di sofferenza gestionale;
  • la copertura finanziaria per pagare l’indennità mensile ai Direttori SGA costretti a lavorare su due scuole. L’indennità mensile (euro 214,00) stabilita dal CCNL del 10/11/2014 e prorogata dal CCNL del 19/04/2018, non viene corrisposta agli interessati dall’anno scolastico 2014/15: chi lavora deve essere pagato e lo Stato non può dare questi “pessimi esempi”.

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