Reclutamento docenti: stop concorsoni, precari stabilizzati temporaneamente e prove selettive, Nucleo valutazione scuole decide su assunzioni. Documento Comitato

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Questi alcuni dei punti cardine del documento elaborato dal Comitato di 18 esperti, coordinati dall’attuale Ministro Bianchi e voluto dall’ex Ministro Azzolina. Documento che ieri è stato pubblicato sul sito del Ministero per volontà dell’attuale Ministro per rendere pubblici i contenuti del lavoro del Comitato.

Criticità e soluzioni, un’attenta analisi a quella che è l’attuale situazione nel reclutamento dei docenti che in questi anni ha visto una legislazione mutare in modo profondo e vorticoso.

24 CFU non possono coincidere con la totalità della formazione

Questo uno dei punti cardine del documento che punta il dito anche contro i concorsoni, le cui procedure “sono troppo rare, lente e macchinose, con il risultato di avere concorsi troppo affollati, e quindi bisognosi di metodi sbrigativi per sfoltire i candidati, almeno in una prima fase, esposti a un vasto contenzioso che, oltre a rendere precari i risultati delle procedure, le espone spesso al discredito da parte degli stessi partecipanti e dell’opinione pubblica.”

Più rilievo alle competenze

Altro punto criticato dalla commissione riguarda lo scarso rilievo dato nelle procedure di selezione alle competenze dei candidati “risultando non collegati con il sistema della formazione iniziale, dando quindi troppo poco rilievo alle competenze non solo d’ordine disciplinare, ma alle competenze relazionali, pedagogiche, didattiche, progettuali e valutative acquisite dai candidati.”

Per la commissione, “le competenze, acquisite attraverso una formazione universitaria specifica, organica, strutturata, adeguatamente programmata in coerenza con le esigenze del sistema, e all’eventuale esperienza acquisita nell’attività pre-ruolo, da integrare attraverso una formazione successiva, devono invece conquistare un peso fondamentale nel reclutamento.”

Precariato, stabilizzazione temporanea e prove selettive

Per quanto riguarda il problema della gestione del precariato, la commissione sottolinea la necessità di soluzioni che richiederanno anni e che siano “capaci di coniugare la rapidità delle procedure con il rigore delle selezioni. Si può pensare – si legge nel documento – a procedure di stabilizzazione temporanea riservate agli attuali precari cui far seguire percorsi formativi con prove finali selettive da definire con successive disposizioni. Si può tuttavia ritenere che percorsi universitari abilitanti potrebbero costituire, a regime, il canale strutturale di reclutamento per concorsi da effettuarsi con frequente periodicità, in misura tale da soddisfare tempestivamente i fabbisogni, rivedendo al contempo periodicamente, e semplificando, le classi di concorso.

Anno di formazione prova

Necessaria, per la commissione, “una buona collaborazione tra Università e sistema scolastico”, collaborazione che “rappresenta una strategia importante per qualificare tale percorso formativo nell’anno di prova, mantenendo un forte legame fra neoassunti, scuola e università, perché questo riduce il senso di spaesamento e il senso di frattura fra la teoria appresa e la realtà scolastica.”

Ruolo al nucleo di valutazione delle scuole

La commissione, infine, suggerisce “di rendere l’attività del Nucleo di valutazione della scuola fondamentale e dirimente al fine di immettere o meno i docenti neoassunti definitivamente nei ruoli della scuola.”

A ciò si aggiunge la necessità di formare “docenti tutor, al fine di promuovere figure competenti capaci di accompagnare i docenti neoassunti in modo professionale, diventando così un valore aggiunto per la comunità scolastica.

Infine, la commissione auspica “la formazione della figura di docente-tutor-esperto, in grado di svolgere funzioni di supporto e di coordinamento per i docenti tutor all’interno di ciascuna istituzione scolastica.”

Il documento integrale

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