Addio precariato. Avanti con reclutamento e formazione docenti: il PD punta sulla scuola

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C’è voluto un po’ di tempo ma alla fine ha battuto un colpo: il partito democratico sembra puntare sulla scuola e spera negli emendamenti presentati per il decreto sostegni bis per concretizzare quanto prospettato, ovvero una scuola di qualità senza precariato e con una formazione degli insegnanti innovativa.

La scuola, l’istruzione, la formazione, la ricerca, sono al centro dell’impegno parlamentare del Partito democratico. Siamo convinti, e l’abbiamo più volte sottolineato in Aula, che una volta superata la fase più drammatica della pandemia, questa possa essere un’occasione storica per rilanciare e riformare il nostro sistema educativo. Insieme ai provvedimenti già discussi alla Camera e a quelli all’esame della commissione Cultura, anche nel decreto Sostegni bis il nostro lavoro è stato quello di migliorare il testo con l’apporto delle nostre idee per il mondo dell’istruzione”. Lo dichiara Flavia Piccoli Nardelli, della presidenza del Gruppo Pd alla camera.

Secondo Piccoli Nardelli è ”importante mettere in sicurezza l’inizio del prossimo anno scolastico, come il presidente Draghi si è impegnato a fare, proponendo un sistema di reclutamento che eviti il formarsi di nuovo precariato”, ha proseguito la dem.

Il Pd ha sempre pensato che reclutamento e formazione vadano tenuti strettamente legati. Puntare, dunque, su prove metodologico-didattiche al termine di percorsi di formazione e di tirocinio. Gli emendamenti che abbiamo presentato tengono conto di questi obiettivi”, conclude Piccoli Nardelli.

Le fa eco Rosa Maria Di Giorgi, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera: ‘”In commissione Cultura abbiamo lavorato per migliorare il testo e gli emendamenti che abbiamo presentato hanno l’obiettivo di rimettere al centro la scuola e l’istruzione come elementi strategici per la ripartenza. In primis la formazione degli insegnanti, per avere una scuola di qualità; in secondo luogo soluzioni equilibrate per affrontare il problema dei precari che da troppo tempo attendono risposte. Stiamo lavorando per avere un avvio ordinato del prossimo anno scolastico vigilando perché tutte le classi abbiamo gli insegnanti necessari, compreso il sostegno”.

Abbiamo inoltre chiesto di incrementare il finanziamento per affrontare l’emergenza all’avvio del prossimo anno scolastico e che ad esso possano accedere anche le scuole dell’infanzia paritarie. Siamo convinti che grazie al lavoro parlamentare anche nel decreto Sostegni bis la scuola e l’istruzione possano trovare la centralità di cui il Paese ha bisogno”, conclude.

Gli emendamenti del Pd

Il partito guidato da Enrico Letta ha infatti presentato degli emendamenti al decreto sostegni bis che toccano proprio il precariato e la formazione degli insegnanti.

In particolare, come spiegato in precedenza, il Pd propone un concorso straordinario su base regionale per i supplenti su posto comune, anche privi di titolo abilitante ma che hanno già maturato 3 annualità di servizio, svolto presso le istituzioni del sistema nazionale d’istruzione e gli IeFP.

Rispetto alla procedura disposta dal decreto sostegni bis per i supplenti già abilitati e specializzati, il partito propone che, in considerazione dei titoli abilitanti già conseguiti e rilasciati da istituzioni accademiche, il requisito di servizio sia ridotto ad una annualità svolta nelle istituzioni del sistema nazionale d’istruzione e gli IeFP. Inoltre, che la prova prevista al termine del contratto annuale sia di carattere metodologico-didattico (questa fase deve precedere l’espressione del giudizio del Comitato di valutazione).

Non mancano i dubbi degli insegnanti, i diretti interessati, su alcuni aspetti: permettere la partecipazione ai precari con servizio svolto non solo su scuola statale, ma anche su scuola paritaria e IeFP, non convince, con la possibile “guerra fra poveri” che si innescherebbe in caso di ammissione dell’emendamento.

Manca poco comunque per capire come andrà a finire: da lunedì 28 giugno al via le votazioni in commissione per l’approvazione degli emendamenti presentati dalle forze politiche.

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