Reclutamento dei dirigenti scolastici: mai più questo tipo di concorsi

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concesso da ADI – Abbiamo seguito con estrema attenzione questo concorso, cercando in tutti i modi di sollecitare modalità che lo rendessero attendibile e trasparente. Non è stato così. Senza nulla togliere ai colleghi, che con fatica e impegno, stanno arrivando in porto, dobbiamo dire che si è trattato dell’ennesimo reclutamento incapace di valutare competenze e attitudini dirigenziali. Un concorso in cui il buono o il cattivo esito pare troppo spesso affidato alla “ruota della fortuna”.

concesso da ADI – Abbiamo seguito con estrema attenzione questo concorso, cercando in tutti i modi di sollecitare modalità che lo rendessero attendibile e trasparente. Non è stato così. Senza nulla togliere ai colleghi, che con fatica e impegno, stanno arrivando in porto, dobbiamo dire che si è trattato dell’ennesimo reclutamento incapace di valutare competenze e attitudini dirigenziali. Un concorso in cui il buono o il cattivo esito pare troppo spesso affidato alla “ruota della fortuna”.

Non è così che si recluta chi dovrebbe rappresentare uno dei pilastri fondamentali della scuola dell’autonomia.Sentiamo pertanto il dovere di intervenire di nuovo perché concorsi di questo tipo non abbiano più a ripetersi.

Non riprenderemo qui ciò che abbiamo fin dall’inizio ampiamente stigmatizzato, dalle enormi lacune del bando, alla preselezione, all’impostazione delle prove scritte, alla prova orale, alla costituzione delle commissioni.

Ci soffermeremo su dati nuovi emersi dopo gli scritti, in particolare  sui criteri di valutazione e su alcunidati statistici.

I criteri di valutazione

Era evidente che in un concorso nazionale, di cui è stata solo parzialmente decentrata la gestione, i criteri di valutazione avrebbero dovuto essere uniformi per tutte le regioni ed esposti nel bando. Così non è stato ed è ora molto istruttivo leggerli e  constatare l’abisso tra le varie commissioni. In diversi casi  si ha la sensazione che siano stati adottati più come “atto dovuto” che come strumento  di correzione e valutazione.

Ci siamo  assunti l’onere di raccogliere  i criteri di valutazione predisposti da tutte le singole commissioni.

Ne mancano all’appello tre, Sardegna, Calabria e Piemonte, che a tutt’oggi non li  hanno pubblicati, nonostante le ultime due regioni abbiano già esposto i risultati degli scritti.

I criteri di valutazione raccolti presentano un’ampia gamma di tipologie, da quelli più sofisticati,  con l’indicazione degli indicatori e  delle scale dei punteggi, come quelli della Puglia ( a cui si sono ispirate le commissioni dell’Abruzzo e della Sicilia), fino a quelli assolutamente generici, discrezionali, non comparabili, e anche indifferenziati per le due prove, di alcune altre regioni.

Un altro elemento interessante è costituito dalle date di pubblicazione dei criteri di valutazione, che spaziano da gennaio ad aprile, il che può significare che i criteri sono stati approntati più, come si diceva, per atto dovuto che come strumento per la correzione e la valutazione delle prove.

D’altra parte, diciamolo francamente, avendo centinaia di temi da correggere ciascuno di 8 o 10 pagine, che criteri volete mai che segua la commissione, è già molto se ciascun elaborato viene letto integralmente!

Infine, mentre i due elaborati avrebbero dovuto essere corretti contestualmente, alcune commissioni hanno corretto prima tutte le prime prove, e solo successivamente tutte le seconde prove.  Alcune commissioni avevano addirittura annunciato in sede di scritti che, poiché è richiesto che  entrambe le prove siano sufficienti, se la prima non lo fosse stato non avrebbero proceduto alla correzione della seconda. Il che viola palesemente le norme. Vogliamo augurarci che così non sia stato.

   Criteri di valutazione delle prove scritte e date di pubblicazione
(cliccare sulla regione)

  Regione DATA   Regione DATA   Regione DATA  
  Abruzzo  25/01/2012   Lazio  16/02/2012   Puglia  18/01/2012  
  Basilicata  23/03/2012   Liguria 26/01/2012   Sardegna  Non pubblicato  
  Calabria  Non pubblicato   Lombardia 12/03/2012   Sicilia 08/02/2012  
  Campania  05/04/2012   Marche 14/02/2012   Toscana 16/02/2012  
  Emilia Romagna 01/02/2012   Molise 29/03/2012   Umbria 16/03/2012  
  Friuli Venezia Giulia 11/04/2012   Piemonte Non pubblicato   Veneto 23/03/2012  

Un po’ di dati statistici

Anche le percentuali degli ammessi all’orale  sono molto diverse da una regione all’altra , dalla strage del Molise (18% di ammessi), alle cifre estremamente basse delle Marche (27%) e del Friuli (31%), dove il numero degli ammessi all’orale (38)  è inferiore al numero dei posti (46), fino a percentuali superiori al 40% in Piemonte (48%), Calabria (42%) e Basilicata (43%). Verificheremo alla fine l’andamento complessivo, quando tutti i risultati saranno stati pubblicati, ma discrepanze simili non appaiono in alcuni casi obiettivamente fondate.

 REGIONE

PARTECIPANTI PRESELEZIONE AMMESSI SCRITTI AMMESSI ORALI IDONEI POSTI DA BANDO
Abruzzo 999 315     68
Basilicata 565 149 63 (43%)   42
Calabria 1854 452 193 (42%)   108
Campania 5539 1484     224
Emilia Romagna 1726 492     153
Friuli Venezia Giulia 404 122 38 (31%)   46
Lazio 3784 925     215
Liguria 616 225     72
Lombardia 3195 969     355
Marche 765 220 59 (27%)   53
Molise 259 60 11 (18%)   16
Piemonte 1557 461 224 (48%)   172
Puglia 3528 895     236
Sardegna 969 261     87
Sicilia 3946 971     237
Toscana 1675 440     112
Umbria 526 148 51 (34%)   35
Veneto 1894 523     155

 E dopo i dimensionamenti, quanti posti rimangono vacanti e disponibili?

Infine su tutto pesa l’esito dei dimensionamenti da poco conclusi che hanno causato, specialmente nelle regioni del Sud, un pesante taglio dei posti di dirigenza e non solo, al punto che in alcune situazioni pare vanificata la necessità di questo concorso.

Una cosa è ormai certa, i 2386 posti messi a concorso nel bando si sono drasticamente ridotti. E’ la tipica “attendibilissima” programmazione all’italiana …

Fondamentale avviare, come in Francia, una verifica interna ed esterna di questo concorso

Se si vuole migliorare e cambiare registro è opportuno guardare cosa avviene altrove e in primo luogo avviare un’accurata verifica di questo concorso, come si fa regolarmente in Francia.

Occorre rilevare tutte le criticità e sulla base di dati certi cambiare le cose in modo fondato e pertinente.

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