Recalcati ai docenti: La scuola non può essere solo scrutini

di redazione
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Dove c’è cultura c’è amore per la vita perché la cultura emancipa la vita dalla cultura di morte.

E ricordatevi che la scuola non può essere solo scrutini. Quando un insegnante ha mezza classe insufficiente deve interrogarsi su come sia stata la sua azione didattica.

Lo ha detto Massimo Recalcati chiamato a Genova dalla dirigente scolastica Elena Tramelli che ha organizzato l’incontro con lo psicanalista nel teatro Govi di Bolzaneto, gremito da 400 docenti.

I professori delle scuole danneggiate dal crollo del 14 agosto scorso (e non solo loro) sono stati chiamati a raccolta per ascoltare i suggerimenti dello psicanalista.

Ti ho scritto – ha detto la preside Tramelli, rivolgendosi direttamente a  Recalcati – perché abbiamo bisogno davvero di un ponte per il futuro, di investimenti, soprattutto per le nostre scuole. Abbiamo bisogno di solidarietà, un ponte di persone che diano supporto allo slancio che già c’è in questo territorio“.

Ad aprire l’incontro è stato Federico Romeo del municipio della Valpolcevera che ha accolto Recalcati e gli spettatori affermando che “Questo teatro pieno è il miglior benvenuto al professor Recalcati. Quello che abbiamo vissuto dal 14 agosto scorso è stata una tragedia in tutti i sensi. Ha toccato un territorio di frontiera che era già in grande difficoltà come la Valpolcevera, un municipio di 63mila persone dove ci sono grosse sofferenze in alto stato di degrado. Ma è un territorio che ha anche grande bellezza, un grande lavoro di cultura. Le nostre scuole hanno una forte presenza sul territorio e contribuiscono a creare rete con grande tessuto associativo locale. Se dopo il crollo del ponte si è fatto tanto è grazie al volontariato e alle scuole che sono un vero presidio sociale di solidarietà“.

E’ stato lo stesso presidente del Municipio a ricordare come – assieme al ponte fisico – vada ricreato il ponte delle relazioni fatte di una rete di comunità e di spazi sociali reali.

“Questo territorio ha problemi storici, mancanze di psicologi e assistenti sociali – ha affermato ancora Elena Tramelli – da qui la fatica ad aiutare docenti e studenti dopo il crollo. Siamo stati pronti come comunità scolastica ad accogliere la sofferenza dei bambini, anche grazie dall’equipe di Federico Bianchi di Castelbianco, dell’istituto di ortofonologia”.

La risposta di Massimo Recalcati non si è fatta attendere, anche se non ha risparmiato critiche al sistema scuola e ai docenti invitati a riflettere sulla loro didattica quando più della metà di una classe ha un andamento non soddisfacente.

Noi abbiamo dimenticato i nessi profondi tra i concetti di scuola e cura – sono state le parole esatte di Recalcati riportate nell’articolo del sito DireGiovanie sempre di più associamo la scuola all’azienda. La missione della scuola e’ istituire processi di formazione, cioè dare forma generativa alla vita“.

Dopo aver ricordato l’aspetto caratteristico del ponte, strumento di congiunzione anche simbolico, che può essere compensato dalla lettura che apre verso l’orizzonte del mondo (“Tra libri e vita c’è un ponte“), Recalcati ha richiamato i docenti ad altri due principi: “non confondere il volto con il numero, e penso alla quotidianità didattica. Siamo in un tempo in cui la cattiva cultura della medicalizzazione della vita ha invaso la scuola” e “coltivare la divergenza nella scuola, non dobbiamo raddrizzare gli alunni. Per esempio, a uno studente che ha 10 in lettere e una insufficienza in matematica, il docente di matematica deve dare 6, cioè deve accentuare la differenza, non imporre un raddrizzamento. Questa e’ una riforma che si può fare, la propongo ai dirigenti“.

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