Rebus mascherine per gli studenti. Giannelli: “Indossarla non piace ma la accetteranno”. Pellai: “Alunni sempre in aula e senza protezione”

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Il problema dei positivi asintomatici al coronavirus sta diventando un punto cruciale nella strategia di contenimento del virus, specialmente nel contesto scolastico.

Il Ministero della Salute, sotto la guida di Francesco Vaia, è al lavoro per fornire nuove indicazioni. Il numero di casi sta aumentando, seppur meno intensamente rispetto al picco della pandemia, così segnala La Repubblica.

Antonello Giannelli, presidente dell’Anp sottolinea l’importanza di seguire le indicazioni mediche. “Se gli studenti positivi asintomatici dovranno andare a scuola con la mascherina, così sarà,” afferma Giannelli. Secondo lui, indossare la mascherina è una misura sanitaria necessaria e non particolarmente invasiva.

Per l’infettivologo Massimo Andreoni, la soluzione più sicura è far rimanere a casa gli studenti asintomatici. Andreoni solleva anche la questione delle responsabilità legali nel caso in cui uno studente contagi un compagno. Secondo lui, la precauzione è fondamentale, soprattutto quando in classe ci sono soggetti fragili.

Alberto Pellai, psicoterapeuta, propone un approccio più flessibile. Secondo Pellai, se la variante del virus ha un impatto simile all’influenza stagionale, gli studenti asintomatici non dovrebbero essere tenuti fuori dalla scuola o essere costretti a indossare la mascherina, al fine di evitare lo stigma.

Paolo Notarnicola, coordinatore della rete degli studenti medi, sostiene che la scelta finale dovrebbe essere delle autorità sanitarie. La mascherina, secondo lui, è uno strumento sanitario e non uno stigma sociale.

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