“Il RAV non è solo incombenza burocratica, la formazione dei docenti parte dai bisogni della scuola”

WhatsApp
Telegram

Le scadenze legate al Rav incombono e con tempi tecnici così ridotti per la sua compilazione è difficile non sentirlo come l’ennesimo compito burocratico gravoso e senza una ricaduta pratica reale.

Le scadenze legate al Rav incombono e con tempi tecnici così ridotti per la sua compilazione è difficile non sentirlo come l’ennesimo compito burocratico gravoso e senza una ricaduta pratica reale.

Non la pensa così Giuseppe Bagni, Presidente di una storica associazione di ricerca educativa, il Cidi, che invece ci ha descritto l’autovalutazione come “un’operazione che finalmente rispecchia la complessità della scuola”. Giuseppe Bagni, che sta per pubblicare un nuovo libro (Insegnare a chi non vuole imparare, scritto con Rosalba Conserva), il prossimo 20 marzo sarà anche a Pisa tra i relatori del convegno Formazione e autovalutazione.

Allora Presidente, quale sarà il filo conduttore della giornata?

“Gli interventi metteranno in luce come la formazione dei docenti non possa non partire dai bisogni della scuola, di cui l’autovalutazione potrà dare finalmente un resoconto affidabile evidenziando ciò in cui il sistema difetta o in cui, al contrario, dà buoni risultati. Abbiamo identificato questa strada immaginandola alternativa al canale tradizionale di formazione, che vede l’università a dettare i contenuti per i docenti a partire da modelli teorici solitamente astratti”.

Tempi così stretti per la compilazione del Rav non rischiano, però, di farlo passare come il solito fardello burocratico sulle spalle dei docenti?

“In effetti l’accelerazione dei tempi a cui siamo sottoposti quest’anno ha proprio il difetto di far passare un’immagine sbagliata del Rav, come fossero le solite scartoffie che nessuna utilità pratica hanno poi nella vita della scuola. Tuttavia sono persuaso che nel concreto le cose non stiano affatto così: si tratta di un’operazione di riflessione condivisa che nel giro di tre anni potrà fornire ottimi indicatori anche a livello di apprendimenti. Sono contento che finalmente da agenzie come l’Invalsi arrivino documenti e proposte operative che rispecchiano la complessità della scuola senza appiattirla o banalizzarla”.

La sento molto fiducioso, ma nel concreto non pensa al rischio che molte scuole possano snaturare questo strumento magari dissimulando evidenze negative?

“Mi auguro che le scuole sapranno sfruttare al meglio le potenzialità che il Rav dà loro diventando centri di ricerca-azione sull’insegnamento, ma certo esiste il rischio che vengano fornite risposte convenzionali, classiche, laddove invece si è invitati a sviluppare processi di indagine approfondita”.

Quali sono, se ci sono, gli aspetti del documento che, invece, non la convincono?

“Nei suoi aspetti principali il documento è nel complesso più che convincente: se vorranno accogliere le suggestioni contenute al suo interno, le scuole potranno cambiare radicalmente il loro modo di operare. Se proprio mi si chiede un punto che non mi trova d’accordo, è quello in cui si parla di competenze di cittadinanza, molto fumose, oppure il voler riportare tutto al quadro europeo delle competenze, una grandissima sciocchezza, come lo è continuare a parlare di trasferibilità delle competenze trasversali”.

Eppure le competenze trasversali sono diventate un mantra per chi si occupa di istruzione e formazione. In che senso lei non è d’accordo, per esempio, con l’idea che gli studenti a scuola debbano ‘imparare a imparare’?

“Gli studenti hanno bisogno di tempo e di approcci laboratoriali per rendere attive le conoscenze che apprendono sui banchi, ma si comprende bene che questi sono processi individuali e non trasferibili, quindi è assurda la pretesa che il compito dei docenti possa essere focalizzato sulla trasmissione di qualcosa che trasferibile non è affatto”.

La cosa che le piace di più, invece?

“Il fatto che, finalmente, nella parte che riguarda la certificazione delle competenze non si parli di obiettivi non raggiunti: questo è davvero un grande passo in avanti”.

WhatsApp
Telegram

Adempimenti dei Dirigenti scolastici per l’avvio del nuovo anno scolastico: scarica o acquista il nuovo numero della rivista per Dirigenti, vicepresidi, collaboratori del DS e figure di staff