Rattoppare creativamente gli abbigliamenti, in inglese “making fashion tinkering”. Didattica al passo con i tempi, ecco cosa si studio al “Velso Mucci” di Bra. Scarica piano di studi

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È sicuramente compito della scuola quello di adeguare i contenuti del suo modo di fare didattica alle istanze provenienti da una società in continuo divenire. In questa prospettiva, la missione della scuola, soprattutto quando si parla di istruzione tecnica e professionale, è quella di impostare una didattica incentrata in buona parte sulle competenze sia di tipo specialistico (ossia tipiche di un certo ambito lavorativo) sia di tipo trasversale (c.d. soft skills, intese come capacità relazionali, sociali e personali di un individuo spendibili in tutti i contesti lavorativi).

Il contesto reale dove applicare le competenze apprese durante la didattica laboratoriale ordinaria

Se certamente le attività laboratoriali curriculari, dedotte nei piani di studio dei diversi indirizzi, permettono l’acquisizione di rilevanti competenze da parte degli studenti, è altrettanto innegabile che esse solo in misura limitata garantiscono un adeguato e successivo sviluppo delle competenze inizialmente acquisite. Un completo sviluppo delle competenze implica che l’allievo sia calato in un contesto reale dove applicare le competenze apprese durante la didattica laboratoriale ordinaria a favore di un’utenza esterna alla scuola, adeguando le suddette competenze alle differenti situazioni che possono verificarsi.

La “didattica per eventi”

In questa prospettiva assume rilievo l’esperienza di quella che potremmo definire una sorta di “didattica per eventi” portata avanti dall’Istituto di Istruzione Superiore “Velso Mucci” di Bra. “Negli ultimi anni” – ha osservato il Dirigente Scolastico prof. Gianluca Moretti – “l’Istituto ha fortemente puntato sull’organizzazione di eventi aperti all’esterno e tramite i quali coinvolgere gli alunni della nostra scuola. Nella nostra concezione l’evento è una forma pregnante di laboratorio in cui gli studenti vengono a trovarsi in un vero e proprio contesto lavorativo.

Nell’evento c’è un pubblico esterno che finisce per valutare l’operato dei ragazzi

A differenza dei pur importanti laboratori curriculari, nell’evento c’è un pubblico esterno che inevitabilmente finisce per valutare l’operato dei nostri ragazzi. Costoro si sentono così responsabilizzati e finiscono per avere lo stesso approccio che dovrebbero tenere in un ambito lavorativo esterno”. Quest’ultima osservazione assume un particolare rilievo. Secondo il Dirigente Scolastico “un approccio di questo tipo stimola nello studente la tendenza a cooperare con i compagni, a rapportarsi con terzi, a evidenziare criticità ed a impegnarsi nel risolversi. In pratica, vengono sviluppate, accanto alla specifiche competenze tecniche, anche quelle relazionali”. Il tipo di didattica appena descritto trova una frequente espressione col ristorante didattico dell’Istituto. Anche nel presente anno scolastico sono state poste in essere decine di serate ed iniziative a tema gastronomico (ed ancora qualcuna dovrà essere realizzata) con l’attiva partecipazione, non solo degli studenti dei quattro corsi dell’indirizzo alberghiero (Enogastronomia, Sala, Prodotti Dolciari, Accoglienza Turistica), ma anche degli alunni del percorso tecnico “Grafica e Comunicazione” che assicurano le necessarie riprese video e fotografiche.

L’indirizzo, di “Abbigliamento e Moda”

Nell’offerta didattica del “Velso Mucci” c’è però un altro indirizzo, quello di “Abbigliamento e Moda”. Sebbene avviato solo quest’anno, l’Istituto si è preoccupato di coinvolgere anche gli alunni di questo indirizzo in un apposito evento pensato per loro ed intitolato “Making Fashion Tinkering”.
Tale evento, svoltosi lo scorso 10 maggio, in coerenza col suo titolo, è stato incentrato attorno all’attività di tinkering.

Le attività di tinkering

Letteralmente il termine inglese tinkering può assumere il significato di “rabberciare, rappezzare” e nello specifico indica un’attività volta a recuperare vestiti ed altri accessori di abbigliamento, destinandoli a nuovi usi (ad esempio trasformando un vecchio calzino in un pupazzetto). Sotto la supervisione delle professoresse Antonella Santarcangelo, Nerina Bartolini e Angela Di Maio, studenti e studentesse delle classi di “Abbigliamento e Moda” al mattino si sono prodigati in un laboratorio di tinkering a favore di un pubblico rappresentato sia da due classi di seconda media dell’Istituto Comprensivo “Bra 1”, accompagnate dalla prof.ssa Giovanna Bellinghieri, sia da sette studentesse provenienti, insieme alla loro docente Stefania Sandra, dal Liceo Scientifico “Cassini” di Sanremo. In un settore come quello della moda, oltre alla progettazione ed alla realizzazione del prodotto, è non meno importante la sua presentazione; circostanza questa che implica il possesso di capacità empatiche e comunicative che il laboratorio ha, dunque, inteso favorire.

La sfilata di moda

E sempre nell’ottica di collegare tinkering e competenze relazionali, in serata gli studenti del corso “Abbigliamento e Moda” sono stati impegnati in un secondo laboratorio. Nei giorni precedenti l’evento le studentesse, sempre ricorrendo ad un’attività di recupero di prodotti di scarto, hanno realizzato delle gonne. Le loro creazioni sono state poi valorizzate nella serata del 10 maggio in una sfilata che ha visto le studentesse coinvolte tanto nell’organizzazione e preparazione (insieme ai loro compagni) tanto in qualità di modelle. La sfilata si è svolta di fronte ad un pubblico che stavolta era costituito in massima parte da genitori e familiari degli alunni che orgogliosamente hanno assistito all’iniziativa. Il Dirigente Moretti ha voluto sottolineare “come la sfilata abbia rappresentato, tra l’altro, un importante collegamento di raccordo tra scuola e famiglie, meritevole di essere ulteriormente implementato”. Lo stesso ha tenuto a evidenziare “la grande maturità ed il notevole sforzo dimostrati dagli studenti che – non dimentichiamolo – frequentano ancora la prima classe, nonché la professionalità della prof.ssa Santarcangelo che li ha diretti in maniera ottimale”.
Ma l’evento ha previsto anche altro.

I rapporti della scuola con gli attori del territorio

Non meno significativi sono, nella filosofia dell’Istituto, poi i rapporti della scuola con gli attori del territorio. Il “Velso Mucci” si sforza di creare delle relazioni con i vari attori sociali presenti in loco nella convinzione che da tali relazioni possano nascere sinergie capaci di meglio accompagnare il percorso formativo degli studenti e che siano coerenti col forte spirito di comunità che pervade la società del cuneese. Gli studenti hanno così potuto beneficiare della testimonianza di alcune personalità impegnate a vario titolo nel campo dell’abbigliamento e della moda. Sono così intervenuti per portare la loro esperienza alle due classi Checco Matera, un artigiano impegnato nella produzione calzaturiera di qualità e dunque puntuale espressione del “Made in Italy”, Giuseppe Tecco, fondatore e titolare di “Agroindustria Tecco” impegnata, fra le altre cose, in un progetto di sostenibilità volto a recuperare le foglie del guado per ottenere un colorante naturale per i tessuti, Gianluca Pansa e Emanuele Quintiliani di “Miroglio Fashion” a dimostrare come un grande gruppo del settore abbigliamento, pur dovendo necessariamente operare in una dimensione globale, intenda mantenere, sia pure sotto forme nuove rispetto al passato, il suo legame col territorio. In conclusione, possiamo afferma, senza ombra di dubbio, l’evento dello scorso 10 maggio è stato carico di iniziative volte a stimolare gli alunni nella speranza di gettare dei semi destinati a maturare presto.

15.05.2023 – allegtao Piano studi Abbigliamento e Moda

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