I giovani italiani hanno lavori precari ed escono dal nido familiare intorno ai 32 anni, la media UE è di 26 anni

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L’indagine 2017 sull’occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa (Esde) pubblicata dalla Commissione Ue riserva all’Italia il poco invidiabile record di Paese con il maggior numero di giovani fra i 15 e i 24 anni che non hanno lavoro e nemmeno lo cercano.

La media Ue è dell’11,5%, ma in Italia si arriva al 19,9%. Negativo è anche il trend del numero di persone che in Italia vivono in condizioni di povertà estrema (11,9%) è aumentato fra 2015 e 2016, unico caso in Ue con Estonia e Romania.

Nel 2016, la disoccupazione fra i 15 e i 24 anni è stata al 37,8%, in calo rispetto al 40,3% del 2015, ma comunque la terza in Europa dopo Grecia (47,3%) e Spagna (44,4%). Chi riesce a trovare un lavoro, invece, in più del 15% dei casi ha contratti precari (fra i 25 e i 39 anni, dati 2014), e se non ha ancora 30 anni guadagna meno del 60% di un lavoratore over 60. Ne consegue che i giovani italiani escono dal nido familiare fra i 31 e i 32 anni, più tardi rispetto a una decina di anni fa e molto dopo la media Ue di 26 anni.

Notizie poco lusinghiere arrivano anche dall’Ocse, che ha messo l’Italia agli ultimi posti nella classifica sul mercato del lavoro. Secondo i dati che mettono a confronto i Paesi dell’organizzazione, solo il 57,7% degli italiani in età lavorativa aveva un’occupazione nel primo trimestre del 2017. Peggio fanno solo Grecia (52,7%) e Turchia (50,9%). La situazione è simile per l’occupazione femminile. Contro una media Ocse del 59,7%, l’Italia si ferma al 48,5% poco sopra il Messico (45,3%), la Grecia (44,1%), e la Turchia, più distaccata, con il 31,7% di donne occupate.

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