Rapporto Orientamento 2011: una pratica da rafforzare

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Red – E’ stato pubblicato il ‘Rapporto Orientamento 2011’, ultima tappa di un progetto triennale di ricerca svolto dall’Isfol per conto del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, che ha analizzato i molti elementi che legano l’orientamento all’istruzione, alla formazione e al lavoro. L’indagine ha permesso la realizzazione di un Archivio nazionale dell’orientamento, consultabile on-line sul sito dell’Istituto.

Red – E’ stato pubblicato il ‘Rapporto Orientamento 2011’, ultima tappa di un progetto triennale di ricerca svolto dall’Isfol per conto del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, che ha analizzato i molti elementi che legano l’orientamento all’istruzione, alla formazione e al lavoro. L’indagine ha permesso la realizzazione di un Archivio nazionale dell’orientamento, consultabile on-line sul sito dell’Istituto.

Sono 18.385 le strutture che in Italia svolgono attività di orientamento. Il 60% lavorano all’interno del sistema di istruzione, il 21% è legato ai Centri di formazione professionale e il 15,8% si muove nell’ambito dei Centri di orientamento e servizi per il lavoro. Relativamente al sistema scolastico, sono 11.000 le scuole che dichiarano di svolgere attività orientative, di cui oltre la metà sono secondarie statali di primo grado e circa il 44% quelle di secondo grado, mentre più bassi sono i valori delle scuole non statali. Quanto all’Università e all’alta formazione, il censimento conferma la presenza, a dicembre 2011, di 238 enti che erogano servizi di orientamento, anche in questo caso con una prevalenza di quelli statali. A riguardo, del ‘sistema lavoro’ abbiamo un totale di 2.898 strutture: dagli Informagiovani (37,1%) ai centri per l’impiego (24,3%), dalle agenzie per il lavoro (16,6%) alle associazioni di categoria (12,7%); mentre i centri di orientamento corrispondono al 6%.
 
Emergono anche difficoltà nel progettare iniziative che prevedano un’apertura verso l’esterno e risulta non abbastanza  formato il personale dedicato a tali attività. L’offerta di orientamento, inoltre, manca inoltre  di un’organizzazione efficiente e sistemica. Sul lato della domanda, si conferma la distanza tra un forte interesse dei soggetti e una scarsa fruizione dei servizi offerti nel sistema scolastico. Oltre il 60% degli intervistati dichiara che si rivolgerebbe a un servizio di orientamento in primis per conoscere le opportunità formative e lavorative, il 22,8% per favorire l’incontro di domanda e offerta di lavoro e il 18,5% per essere accompagnati nella ricerca del lavoro. 
 
L’87% del campione raggiunto dichiara di aver fruito di almeno un servizio di orientamento: sono soprattutto i liceali (93%), poi gli studenti degli istituti professionali (82,2%) e quelli degli istituti tecnici (81%). Il dato se confrontato con quello delle rilevazioni degli anni scorsi evidenzia un trend positivo nella partecipazione.
 
 
Significativo anche il dato dei giovani che dichiarano di non aver fruito di servizi di orientamento per non averne avuto la possibilità: si tratta del 25,4%. Circa il 75% ha invece dichiarato una mancanza di interesse, rendendo evidente come la domanda verso gli interventi di orientamento sia legata soprattutto a fattori di necessità più che di scelta.
 
Dalle analisi del rapporto appare evidente come l’attività di orientamento deve diventare uno strumento di politica attiva per favorire la ricerca di lavoro e migliorare le condizioni dello stesso, evitando la frammentarietà di servizi e pratiche e la lacunosità delle prestazioni in alcune zone del territorio nazionale.

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