Rapporto AlmaDiploma: ecco il profilo dei diplomati nel 2017. Quale giudizio su orientamento ed alternanza?

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In occasione del convegno “Educazione alla scelta e orientamento. Nuove prospettive e nuovi strumenti per la scuola secondaria di I e II grado” è stata presentata l’indagine sul Profilo dei diplomati 2017, redatta da AlmaDiploma e AlmaLaurea. Come di consueto, sono numerosi gli spunti emersi dall’indagine, non solo per gli addetti ai lavori ma anche per tutti gli studenti e le studentesse delle scuole superiori interessati a far tesoro delle esperienze maturate da chi ha già concluso il proprio percorso di studi. Vediamo, dunque, in breve gli aspetti salienti contenuti nel rapporto.

Orientamento per scelte consapevoli e motivate

Partiamo dalla dimensione più vicina ai temi che ispirano questa sezione del portale: l’orientamento. Dalla lettura dei risultati dell’indagine emerge in maniera chiara l’impatto significativo che gli strumenti di orientamento post-diploma possono avere nel determinare i percorsi dei giovani, prevenendo, ad esempio, abbandoni scolastici, delusioni, insuccessi. Per tale ragione, il tentativo di ampliare e irrobustire processi di orientamento all’interno del sistema scolastico sembra essere uno dei principali obiettivi messi in agenda dalle istituzioni competenti per accompagnare gli studenti e le studentesse in scelte post-diploma che siano il più possibile consapevoli e chiare. Da questo punto di vista, si legge nel rapporto, l’80% dei diplomati si dichiara alquanto soddisfatto della propria esperienza scolastica, soprattutto per quanto hanno ricevuto dal corpo docente, apprezzato particolarmente per la preparazione e per la chiarezza espositiva, per la disponibilità al dialogo e per la capacità di valutazione. Sono pochi (34%) coloro che non ripeterebbero lo stesso corso di studio e sceglierebbero invece di cambiare indirizzo. Per quali motivi? Esaminando le ragioni espresse dai diplomati, il 41% cambierebbe principalmente per studiare materie diverse, il 20% per compiere studi che preparino meglio al mondo del lavoro, il 16% per compiere studi più adatti in vista dei successivi percorsi universitari.

In questo quadro, la leva dell’orientamento viene fuori in maniera determinante. Oltre la metà dei diplomati (55%) è, infatti, soddisfatto delle attività di orientamento realizzate all’interno dei percorsi scolastici. Un livello di soddisfazione che cresce tra i diplomati degli istituti tecnici (62%), scende lievemente tra quelli professionali (57%) e liceali (51%), restando pur sempre su livelli medio-alti. Soprattutto se consideriamo la soddisfazione espressa dai giovani in merito ai servizi di orientamento volti a facilitare percorsi di transizione verso il mondo del lavoro.

Più opportunità di lavoro e capacità di orientamento?

Proprio su questo tema, alcune indicazioni interessati si legano in maniera stringente anche all’esperienze di alternanza scuola lavoro (ASL) maturare dagli studenti e dalle studentesse nel corso dell’ultimo triennio del percorso formativo. In quest’ambito, ogni singolo istituto ha progettato e integrato all’interno del proprio percorso didattico molteplici esperienze per facilitare e creare percorsi di transizione dei giovani verso il mondo del lavoro. Nonostante bisognerà attendere l’indagine sui diplomati del 2018 (e successive) per avere un quadro più chiaro e definito sulla diffusione di percorsi di alternanza scuola-lavoro, il Rapporto AlmaDiploma 2017 offre lo spaccato di una realtà scolastica dove in media 54 studenti su 100 ha svolto un’attività di ASL. A maturare questa esperienza sono soprattutto i diplomati degli istituti professionali (96%) e tecnici (80%), mentre meno diffuse sono all’interno dei programmi didattici del liceo (30%).

L’aspetto più interessante è la coerenza tra l’indirizzo di studio e il settore nel quale l’attività di alternanza scuola-lavoro si è realizzata. Nel rapporto si legge come:

  • i liceali maturano questa esperienza prevalentemente nel settore dell’istruzione e in quello dei servizi culturali, ricreativi e sportivi  (rispettivamente 24% e 15%)
  • i tecnici in misura maggiore nel settore delle attività manifatturiere e costruzioni e in ambito informatico, ricerca e servizi alle imprese (rispettivamente 18% e 16%)
  • i professionali nel settore alberghiero e nel socio-sanitario (rispettivamente 19% e 14%).

Nella grande maggioranza dei casi gli studenti che l’hanno svolta hanno dichiarato che:

  • i compiti sono stati assegnati in modo chiaro (91%; percentuale che sale al 93% tra i professionali)
  • è stata organizzata efficacemente (88%; percentuale che sale al 91% tra i professionali)
  • le attività di tutoraggio aziendale (81%) e scolastico (74%) sono risultate soddisfacenti, percentuali che salgono rispettivamente all’88% e all’83% tra i professionali
  • è risultata utile, più in generale, per la formazione (85)
  • è risultata coerente con le discipline scolastiche (76%)

Una valutazione generalmente positiva, con un livello di soddisfazione che cresce proprio dove le attività di alternanza sono più diffuse e sapientemente integrate nei percorsi didattici dei giovani.

La nostra sezione su orientamento ed alternanza scuola-lavoro in collaborazione con WeCanJob

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