Rapezzi (Cgil): Difficile prevedere il numero di lavoratori “fragili” nella scuola

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La cifra ipotetica stimata di 200 mila docenti e Ata pronti a richiedere lo status di lavoratore fragile potrebbe non essere corretta.

Il numero degli esoneri, allo stato dei fatti, è difficile da prevedere. A giungere a questa conclusione è stato Alessandro Rapezzi della segreteria del Sindacato scuola Cgil. In una dichiarazione al quotidiano La Stampa, ha affermato: “Fare una stima è impossibile”.

Come illustrato ampiamente, ad attestare sulla condizione particolare del lavoratore, sarà il medico. Per fare chiarezza sullo stato di ‘lavoratore fragile, è stata emanata due giorni fa la circolare interministeriale n.13.  Tutta la certificazione partirà dal medico di base chiamato a stabilire, documentazione alla mano, se il loro assistito può rientrare nella categoria dei lavoratori fragili. La questione passerà quindi di competenza al medico del lavoro della Asl che dovrà valutare lo stato complessivo di salute e decidere se saranno idonei a lavorare ed eventualmente anche a quali condizioni.

“I ‘fragili’ potrebbero essere tantissimi – ha detto Rapezzi – e spiego perché: un cardiopatico o un diabetico, fino a ieri, potevano fare il loro mestiere senza problemi. La fragilità dovrà essere attestata dal medico, sarà lui a stabilire se e come si potrà lavorare”. Poi, pone la domanda: “Il ministero della Sanità è attrezzato a far fronte a tutto questo?”

Intanto cominciano a essere svelate le prime cifre sui lavoratori fragili. Ad anticiparle è stata la ministra Azzolina. Ieri, alla Festa del Fatto Quotidiano, ha affermato che finora le richieste sono state presentate “solo da 300 docenti”.

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