La Rai compie 60 anni, da “Non è mai troppo tardi” a Rai Scuola

di Giulia Boffa
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GB – Il 3 gennaio del 1954, dagli studi Rai (Rai, Radiotelevisione italiana) di Torino, cominciano le prime trasmissioni della televisione in Italia. Giusto sessanta anni fa.
Nel 1954 gli abbonati alla tv sono 24.000.
Nel 1965 sono più di 6 milioni.

La "prima" televisione italiana è specialmente strumento di informazione e educazione e solo in piccola parte di "intrattenimento": la serata più importante è dedicata al teatro il venerdì sera.

GB – Il 3 gennaio del 1954, dagli studi Rai (Rai, Radiotelevisione italiana) di Torino, cominciano le prime trasmissioni della televisione in Italia. Giusto sessanta anni fa.
Nel 1954 gli abbonati alla tv sono 24.000.
Nel 1965 sono più di 6 milioni.

La "prima" televisione italiana è specialmente strumento di informazione e educazione e solo in piccola parte di "intrattenimento": la serata più importante è dedicata al teatro il venerdì sera.

La pubblicità televisiva comincia nel 1957, ma ha solo uno spazio di circa 10 minuti ed è chiusa in un contenitore che si chiama "Carosello", molto amato e seguito dai bambini, che avevano il permesso dai genitori di guardarlo prima di andare a letto.Gli spot erano infatti molto semplici e costruiti come piccole storielline, a volte anche a puntate e a cartoni animati.

Dal 1960 comincia il programma "Non è mai troppo tardi", un corso per insegnare a leggere e a scrivere agli analfabeti, ancora molto numerosi.

"Non è mai troppo tardi. Corso di istruzione popolare per il recupero dell’adulto analfabeta" è il titolo completo della trasmissione, curata da Oreste Gasperini, Alberto Manzi e Carlo Piantoni, mandata in onda a cadenza giornaliera dalla RAI e organizzata col sostegno del Ministero della Pubblica Istruzione. Il programma era condotto dal maestro e pedagogo Alberto Manzi, che ne era stato anche l’ideatore, e aveva il fine di insegnare a leggere e a scrivere agli italiani che avevano superato l’età scolare, ma che non ne erano ancora in grado. Si trattava di autentiche lezioni, tenute da Manzi a classi formate da adulti analfabeti, nelle quali venivano utilizzate le tecniche di insegnamento moderne, oggi potremmo dire "multimediali" giacché si servivano di filmati, supporti audio, dimostrazioni pratiche, nonché della felice mano del maestro Manzi che, con rapidi tratti di carboncino, disegnava efficaci schizzi e bozzetti su una lavagna a grandi fogli. Il linguaggio era semplice e piacevole e per nulla pedante.

Nel periodo 1990 – 1991, ci fu un remake della storica trasmissione e alla conduzione fu scelto Gianni Ippoliti. I protagonisti della trasmissione erano le persone anziane.

Nel 2004, un programma di Rai Educational con finalità educative ha ripreso il titolo della trasmissione modificato in Non è [email protected] troppo tardi usando il moderno simbolo della “chiocciola”, che anticipa l’argomento del programma: stavolta si parla di alfabetizzazione informatica.

Non è mai troppo tardi ebbe un ruolo sociale ed educativo molto importante, contribuendo all’unificazione culturale della nazione tramite l’insegnamento della lingua italiana e abbassando notevolmente il tasso di analfabetismo, particolarmente elevato nell’Italia di quegli anni. Infatti pare che, grazie a queste lezioni a distanza, quasi un milione e mezzo di persone sia riuscito a conseguire la licenza elementare. Il progetto ebbe inoltre un grande successo internazionale, in quanto fu imitato da ben settantadue paesi.

Dal 1961 comincia le trasmissioni anche il secondo canale Rai: il punto di forza del primo canale è il teatro; il secondo canale punta specialmente sul cinema.
La tv produce anche grandi sceneggiati (oggi si chiamano fiction) di altissimo livello: I promessi Sposi di Alessandro Manzoni, I Miserabili di Victor Hugo, La Cittadella di Cronin,  fino all’Odissea di Omero, hanno un successo eccezionale.

Una svolta importante si ha con la riforma Rai degli anni Settanta (legge n. 103 del 14 aprile 1975) quando venne istituito il Dipartimento Scuola Educazione, una struttura preposta alla creazione di programmi didattico-informativi per adulti che aveva il compito di “valorizzare le attività scolastiche ed educative del mezzo radiotelevisivo“.

Per 20 anni le reti Tv e radiofoniche del servizio pubblico ospitarono centinaia di puntate dedicate a ogni aspetto della cultura, dall’astrofisica alla storia, dallo sport al lavoro. Programmi che in qualche caso sollevarono persino polemiche e che quasi sempre finirono per essere le cenerentole dell’ascolto radiotelevisivo, in questo sfavoriti dagli orari di trasmissione e dal taglio troppo spesso poco attraente con cui erano confezionati: diciamo che erano un po’ noiosi e poco seguiti dai ragazzi, che preferivano cartoni animati e telefilm.

Ci fu comunque una certa evoluzione nel tempo che portò all’inizio degli anni Novanta a novità come il rotocalco quotidiano Il circolo delle 12, che occupava 3 ore della mattina di Rai 3 con l’obiettivo di unire il ritmo della moderna informazione e dello spettacolo al rigore della divulgazione culturale. Nel 1994 la struttura cambiò nome per alcuni anni in Videosapere per poi passare alla tutt’ora utilizzata denominazione di Rai Educational.

Rai educational è oggi la struttura della RAI che si occupa di didattica e di divulgazione scientifica e culturale attraverso la diffusione di programmi televisivi, autoprodotti o acquistati, su alcuni canali televisivi RAI.

Rai Educational è, come abbiamo detto, l’erede del Dipartimento Scuola Educazione (DSE), istituito con Legge 14 aprile 1975 n. 103 e successivamente ribattezzato Videosapere dal 1993 al 1997 i quali hanno prodotto varie e numerose trasmissioni per la formazione culturale.

Con l’avvento della televisione satellitare prima e digitale terrestre poi, c’è stato un significativo ampliamento dell’offerta, con la creazione di canali direttamente affidati alla struttura, al 2014 evoluti in Rai Storia e Rai Scuola.

I palinsesti dei due canali sono così differenziati: Rai Scuola è dedicato alla didattica per la scuola primaria e secondaria di primo grado con insegnamenti che riguardano le lingue, le scienze e molto altro, Rai Storia invece è dedicato alla divulgazione scientifica e culturale con temi quali la storia, la filosofia, la letteratura, l’arte e la musica.

Ecco alcuni programmi attualmente in onda:

    il D, composto dai contenitori Divertitaliano e Divertinglese; quest’ultimo propone vari programmi per imparare la lingua inglese (su Rai Scuola)
    Fuoriclasse, Canale Scuola – Lavoro (su Rai 1)
    TV Talk (su Rai 3, Rai Storia e Rai 5)
    Rewind – Visioni private (su Rai 1 e Rai Storia)
    Explora – Il canale scientifico di Rai Educational.
    Crash – Contatto, impatto, convivenza – Trasmissione dedicata alla tematica dell’immigrazione in Italia (su Rai Storia e Rai 3)
    Cult book – Trasmissione dedicata ai grandi libri.
    Scrittori per un anno – Programma che parla degli scrittori e delle loro opere.
    Art News (su Rai 3 e Rai 1)
    Magazzini Einstein – Trasmissione dedicata a temi, eventi e personaggi dell’arte e della cultura (su Rai 1)
    Zattel – Programma di filosofia (su Rai Scuola e Rai 3)
    Disordini – Serie che affronta la tematica delle patologie del disagio adolescenziale (su Rai Scuola e Rai 3)
    Il tempo e la storia (su Rai 3 e Rai Storia)

 

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