Ragazzine svogliate a scuola? Potrebbe essere carenza di ferro

di Giulia Boffa
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Red – Se le ragazzine sono svogliate a scuola, non sono concentrate e cala il rendimento, forse è colpa della carenza di ferro.

Red – Se le ragazzine sono svogliate a scuola, non sono concentrate e cala il rendimento, forse è colpa della carenza di ferro.

Lo ha spiegato Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica del San Raffaele Resnati di Milano, durante una conferenza stampa sulla contraccezione nel capoluogo lombardo. “Molte ragazzine -sottolinea- in questa stagione sono anemiche, deboli, non hanno concentrazione, fanno fatica. Quando siamo anemici siamo come una Ferrari senza il carburante, non riusciamo a fare, a pensare, a decidere, a concentrarci”. Una mancanza di ferro che si protrae nel tempo può avere conseguenze molto gravi, e causare veri e propri deficit cognitivi e depressione. Senza quest’importante oligominerale “4 aree del cervello `cardinali´ per l’adolescente, vengono compromesse”, spiega l’esperta: “l’ippocampo, che è il centro della memoria, lo striato, che è uno dei grandi centri del coordinamento del movimento, l’amigdala, che controlla le emozioni, e la corteccia prefrontale, che aiuta ad inibire l’impulsività. Con una riduzione di queste performance, chiaramente a scuola si va peggio, e si è sempre meno motivati”.

Infatti, una ragazza persistentemente anemica a causa di flussi abbondanti e di una dieta scorretta, avrà meno dopamina in 3 aree critiche, “le vie appetitive, con conseguente mancanza di energia e depressione (l’anemia raddoppia il rischio di depressione) ; l’area motoria, le giovani si muovono meno, sono sempre stanche; e l’area del pensiero logico lineare: questo significa minori performance cognitive” spiega Graziottin.

«Con flussi abbondanti – dice la dottoressa – l’anemia aumenta da 2 a 5 volte, la depressione raddoppia, la dismenorrea aumenta di 5 volte, raddoppia il rischio di endometriosi, e aumenta l’abbandono dello sport».

Occorre quindi un’adeguata terapia che consiste in una dieta arricchita di ferro, arrivando nei casi più estremi alla prescrizione della pillola, “che può dare una riduzione di quantità e durata del flusso, già dopo il primo mese le ragazze cominciano a sentire un’altra energia, un’altra voglia di fare: non hanno un cattivo carattere e non sono svogliate: mancavano semplicemente i mattoni con cui costruire l’energia e la voglia di fare. Quindi, potranno stare meglio, studiare più volentieri”, conclude la specialista.

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