Ragazzi e genitori violenti. Ciò che i docenti affrontano ogni giorno va riconosciuto, ma non solo a chiacchiere

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Ai docenti deve essere restituito il prestigio sociale che hanno perso e si deve partire dal concedere loro un contratto con stipendi adeguati al lavoro che svolgono.

E’ quanto scrive su Avvenire Roberto Carnero partendo dall’analisi della violenza subita dal docente di Avola da parte dei genitori di un alunno, dopo che lo aveva rimproverato.

La rottura del rapporto con i genitori, in un certo senso amplificata dall’uso del registro elettronico, che dà l’illusione che parlare con i docenti non sia più necessario, parte dal fatto che i genitori non vedono più i docenti come loro alleati nella formazione dei figli, ma come antagonisti.

L’autore fa anche l’esempio di una giovane docente, da lui conosciuta, che seppur dotata di empatia e di senso dell’umorismo, che giudica fondamentale per avere un discreto rapporto umano con gli alunni, fu attaccata dalla madre di un’alunna, a causa di un brutto voto.

La valorizzazione economica del lavoro dei docenti è anche valorizzazione sociale, scrive l’autore, tutti plaudono al lavoro dell’insegnante, ma solo a parole non basta più.

Sull’importanza del lavoro preziosissimo dei docenti è intervenuto anche Saviano su Repubblica, in merito agli episodi di violenza gratuita di gang di ragazzini contro loro coetanei.

Solo un esercito di docenti può cambiare le sorti di questi giovani, che imparano presto la vita di strada invece che quella regolare e ordinaria di vita di scuola, afferma Saviano.

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