Raccolta firme contro il blocco delle supplenze: arrivate già ad un migliaio

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A Bologna sono migliaia le firme raccolte contro il blocco delle supplenze.
L'iniziativa è partita dai COBAS per estendersi al CESP e poi ai genitori, ed ora è nazionale tramite Facebook.

A Bologna sono migliaia le firme raccolte contro il blocco delle supplenze.
L'iniziativa è partita dai COBAS per estendersi al CESP e poi ai genitori, ed ora è nazionale tramite Facebook.

La richiesta al Governo è di cancellare l'effetto del combinato disposto tra la legge di Stabilità di quest'anno (articolo 1, comma 333) e la legge 107: le scuole non possono chiamare supplenti per il primo giorno di assenza dei docenti e per la prima settimana di assenza dei collaboratori scolastici: la norma sta mettendo in difficoltà soprattutto le materne ed elementari. 

Se i dirigenti scolastici chiamano i supplenti, rischiano di incorrere in contestazioni da parte della Corte dei Conti, dall'altra si deve però garantire  l'apertura delle scuole, le pulizie e non possono distribuire i bambini senza insegnante nelle classi dove la sicurezza lo vieta.

Tra le soluzioni dei presidi, c'è chi usa ore di compresenza alle elementari con tempo pieno per le sostituzioni, chi divide le classi, chi anticipa le ore di permesso. Per l'apertura delle scuole alla mattina presto, prima dell'inizio delle lezioni, in alcune scuole sono state consegnate le chiavi agli educatori della cooperativa che si occupa del servizio pre e post-scuola, perchè i bidelli non sono sufficienti a garantire l'apertura o la chiusura. 

Il ministero con una circolare ha chiarito che l'organico "potenziato" in arrivo a dicembre può essere utilizzato per le supplenze brevi, ma la circolare è contestata da docenti e presidi: "Devono essere utilizzati per ampliare l'offerta didattica, non come tappabuchi".

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