Quota96: silenzi, promesse e intenti del Governo Renzi

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inviato da Francesco Martino – Si sono ridotti i numeri dei Quota100 (ex Q96), in quanto quasi il 30% di coloro che aveva partecipato alla rilevazione di ottobre sta andando in pensione con la deroga alla legge Fornero, nel caso abbia fruito di permessi per l’art. 33 comma 3 della Legge 104 del 1992 e per l’art. 42 del Decreto Legislativo n° 151.

inviato da Francesco Martino – Si sono ridotti i numeri dei Quota100 (ex Q96), in quanto quasi il 30% di coloro che aveva partecipato alla rilevazione di ottobre sta andando in pensione con la deroga alla legge Fornero, nel caso abbia fruito di permessi per l’art. 33 comma 3 della Legge 104 del 1992 e per l’art. 42 del Decreto Legislativo n° 151.

Dati non ufficiali indicano in 1000 su 1800 pensionati avvisati (su 2500 posti disponibili per tutti i settori) i lavoratori della scuola che hanno usufruito di questa apertura, ma il Miur non vuole aggiornare la platea.

Il 1° ottobre è stata approvata la VI salvaguardia, la platea dei beneficiari legge 104 è stata ampliata di altri 1300 lavoratori, comprendendo anche docenti e ATA.

Ieri più di cento lavoratori della scuola tra docenti inidonei, precari, Quota96 ATA e docenti, e modelli viventi, hanno partecipato al presidio del 30 settembre al Miur indetto dai Cobas scuola.

Un’ ampia delegazione è stata subito ricevuta da alcuni dirigenti ministeriali (Molitierno, Alonzo, Del Foco, Davoli) ai quali sono state presentate diverse problematiche tra le quali quella di q96.

La quota 96 è stata rappresentata da Venere Anzaldi, la quale ha posto innanzitutto l’urgenza di far pervenire nelle scuole gli elenchi dell’Inps di tutti gli aventi diritto alla pensione con legge 104.

Tale elenco è in notevole ritardo a causa del lavoro lento degli ex provveditorati ad effettuare gli accertamenti sulle richieste pervenute.

Il rischio è che la comunicazione, per molti, arriverà dopo la scadenza del 7 ottobre con l’impossibilità di potere fare la domanda di pensione già a partire da questo anno; in considerazione di questa situazione di malfunzionamento e disservizio degli uffici periferici dell’amministrazione scolastica, è stata chiesta la proroga della scadenza del 7 ottobre, richiesta che i dirigenti del Miur valuteranno rispetto ai tempi in cui riusciranno a chiudere questo elenco.

L’urgenza della proroga sconta la macchinosità e la scarsa
organizzazione degli uffici ministeriali, ma questa loro inefficienza
non può ricadere sui cittadini aventi diritto.

Il Ministro deve emanare immediatamente una circolare di proroga fino al 31 ottobre, sperando che gli uffici periferici, nel frattempo, abbiamo risposto alle richieste dell’INPS. Rispetto alla richiesta di aggiornare la platea dei quota 96 censita ad ottobre del 2013, e che per effetto della salvaguardia si stima si possa ridurre di almeno 1000 unità (o più tenendo conto anche della VI salvaguardia), si sono mostrati poco disponibili, anzi infastiditi.

Sostanzialmente hanno detto che sarebbe un lavoro inutile se non hanno un mandato politico, e questo mandato potrebbe probabilmente esserci dopo che si concluderà la consultazione on line sul piano Renzi della "buona scuola", i cui decreti saranno inseriti nella prossima legge di stabilità.

E’ urgente che i parlamentari che si sono occupati della vicenda si attivino affinché su questa ignobile storia di rinvii e rimpalli si giunga prima possibile a un D.L. con i dati aggiornati che comporterebbero la relativa riduzione
dei costi a poche decine di milioni in 5 anni.

Hanno anche affermato che non ci possono essere immissioni in ruolo sui posti liberati dai recenti pensionamenti perché non sono stati autorizzati, contraddicendo quanto affermato dal dottor Chiappetta incontrato dai quota 96 l’8 agosto 2014.

Il clima che traspare nell’amministrazione centrale, è che sia tutto in standby in vista della legge di stabilità. Renzi, dietro i suoi ipocriti sorrisi e demagogiche promesse, "state sereni stiamo risolvendo il problema" dichiarato il 5 settembre, ha rinviato l’ esame di un provvedimento risolutivo nella legge di stabilità per mandare in pensione i lavoratori vittime degli errori della Fornero il 1° settembre 2015; ma questa è solo un’intenzione, solo per rabbonirci.

L’esperienza di tre anni di lotte ci insegna che solo l’intensificazione di tali lotte e delle iniziative potranno permetterci di ottenere il risultato sperato, per cui invitiamo il Quota96 ad organizzare e aderire alle iniziative sul territorio dei Quota 96 e dei precari e a partecipare allo sciopero del 10 ottobre indetto dai Cobas insieme agli studenti.

Quota96 Cobas

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