Quota 96. Maria Marzana (M5S): “Per Governo non è priorità”

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di Eleonora Fortunato – Il Governo non la considera un’urgenza, ecco perché la soluzione al problema di Quota 96 è di nuovo in altomare. Secondo Maria Marzana, la deputata del Movimento 5 Stelle da mesi al fianco dei docenti che non possono andare in pensione pur avendo maturato i requisiti già nel 2012, inoltre, non c’è un vero problema di risorse: “Davvero si crede che circa 400 milioni distribuiti su più annualità possano mettere in pericolo la stabilità economica di un Paese?”. COBAS chiedono pensionamento con riserva. Dal Governo segnali positivi

di Eleonora Fortunato – Il Governo non la considera un’urgenza, ecco perché la soluzione al problema di Quota 96 è di nuovo in altomare. Secondo Maria Marzana, la deputata del Movimento 5 Stelle da mesi al fianco dei docenti che non possono andare in pensione pur avendo maturato i requisiti già nel 2012, inoltre, non c’è un vero problema di risorse: “Davvero si crede che circa 400 milioni distribuiti su più annualità possano mettere in pericolo la stabilità economica di un Paese?”. COBAS chiedono pensionamento con riserva. Dal Governo segnali positivi

Quali sono stati, se ci sono stati, gli errori più macroscopici che hanno determinato l’ennesimo rinvio della risoluzione del problema Quota 96?

“Nessun errore, su Quota 96 è mancata ancora una volta la volontà da parte del governo e della maggioranza di rimediare ad un ignobile errore legislativo mandando in pensione il personale della scuola che ha maturato il relativo diritto nell’anno scolastico 2011/2012 con le norme precedenti alla riforma Fornero”.

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Secondo indiscrezioni pubblicate anche dal nostro portale, il Governo potrebbe optare per il prepensionamento di diverse categorie di lavoratori con penalizzazione per chi si ritira prima dei 66 anni. Secondo lei si tratta di una soluzione accettabile anche per Quota 96?

“E’ comprensibile che alcuni di questi insegnanti, stanchi di tanti anni di lavoro e lotte, sarebbero disposti a cedere su alcuni aspetti, non tenendo in considerazione però che rinunciare al riconoscimento pieno di un diritto acquisito rappresenterebbe una sconfitta per tutta la società e in particolare per le future generazioni. Il Movimento 5 stelle sin dall’inizio della legislatura con una chiara proposta di legge e la presentazione di emendamenti ai diversi decreti si è battuto per il ripristino del diritto pieno di questi lavoratori richiedendo il pensionamento prima dell’inizio del nuovo anno scolastico e la corresponsione del trattamento di fine servizio secondo le norme pre-Fornero”.

Al di fuori di questa ipotesi, il timore che si fa sempre più consistente è che se mancano davvero le coperture e se non si può assicurare che il tetto di 4mila sia rispettato, la Ragioneria di Stato non possa che continuare a dare parere negativo, visto che il suo compito costituzionale è quello di tenere i conti a posto pena la stabilità del Paese. La vicenda allora assumerebbe i contorni di una gigantesca fatica di Sisifo…

“Davvero si crede che circa 400 milioni distribuiti su più annualità possano mettere in pericolo la stabilità economica di un Paese? Il problema non è la carenza di risorse bensì la loro allocazione.

È prioritario a nostro parere, ad esempio, che sia riconosciuto un diritto acquisito dai lavoratori e ingiustamente negato”.

Il Sottosegretario Reggi ha parlato di conflitto tra chi deve tenere in ordine i conti e chi cerca di risolvere una ingiustizia. E’ così? Politici contro tecnici?

“E’ una questione di scelte politiche, gli aspetti tecnici sono subordinati a queste. Evidentemente la risoluzione della questione "quota 96" non costituisce una necessità per il governo, tant’è che dopo i rilievi della Ragioneria, invece di proporre una proposta di modifica, ha scelto di sopprimere l’intero articolo. Ma la cosa più grave è che la maggioranza ha indotto il Parlamento ad abdicare al suo compito fondamentale di rappresentare la volontà dei cittadini, fare le leggi ed indirizzare l’attività del governo costringendolo, in questo caso, a sanare un’ingiustizia, macchiandosi così per l’ennesima volta dell’usurpazione di un diritto dei cittadini”.

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