Quota 96: il Tribunale di Venezia dà ragione ai pensionandi della scuola

Di Lalla
WhatsApp
Telegram

di Giuseppe Grasso – Il Tribunale del Lavoro di Venezia, in data 20 agosto 2012, ha accolto favorevolmente il ricorso dei quasi 50 pensionandi della scuola che si erano rivolti al giudice competente della città lagunare per il riconoscimento del loro diritto a pensione con le regole previgenti all’entrata in vigore della riforma Fornero.

di Giuseppe Grasso – Il Tribunale del Lavoro di Venezia, in data 20 agosto 2012, ha accolto favorevolmente il ricorso dei quasi 50 pensionandi della scuola che si erano rivolti al giudice competente della città lagunare per il riconoscimento del loro diritto a pensione con le regole previgenti all’entrata in vigore della riforma Fornero.

Il giudice preposto, dott. Luigi Perina, Presidente della Sezione Lavoro di Venezia, ha emesso un’Ordinanza nella quale, sciogliendo ogni riserva precedente e sconfessando l’art. 24 del decreto legge «salva Italia», che non ha abolito il D.P.R. 351/98 che regola il collocamento a riposo di questo particolare settore, ha opportunamente rilevato la «sfasatura» esistente fra leggi normali della Pubblica Amministrazione e leggi speciali della scuola in materia previdenziale. Ha insistito sulla differenza – non considerata dalla circolare del Miur dello scorso marzo – fra anno scolastico e anno solare concludendo infine, fra le molte altre cose che ha fatto puntigliosamente rilevare, che i requisiti di anzianità dei ricorrenti rimangono disciplinati dalla vecchia normativa e che le leggi successive alla riforma Fornero non hanno modificato il «diritto acquisito e non ancora esercitato» dagli stessi. Ha dunque ribadito la specificità di cui godono i lavoratori di questo comparto nell’esercizio del diritto al pensionamento, che avviene il 1 settembre di ogni anno scolastico, e disposto che i lavoratori che hanno presentato ricorso potranno espletare le «formali attività» per usufruire del beneficio utile «per la decorrenza del trattamento al 1.9.12».

L’Ordinanza, molto attesa e non certo scontata, assume una salienza di non poco conto in quanto sgombera il terreno, nella sua serrata argomentazione, da ogni artificiosa chiusura del governo verso questi lavoratori della conoscenza e riconosce loro, in modo pieno e definitivo, quanto il vice ministro del lavoro Michel Martone, in risposta ad una interpellanza parlamentare presentata dalla senatrice Bastico, aveva invece negato con l’infondato pretesto che non sussistesse alcuna ‘specificità’ del comparto scuola rispetto agli altri settori del pubblico impiego.

Si apre da ora, è bene saperlo, un nuovo corso intorno alla vexata quaestio dei pensionandi della scuola perché l’Ordinanza di Venezia – dopo quelle di Oristano e di Torino, e forse ancor più di quelle – interviene a sanare, oltre ogni possibile dubbio, la patente violazione del loro diritto a pensione con le vecchie norme facendo tabula rasa dei tanti ottusi preconcetti avanzati dal governo Monti e rendendo loro ampia giustizia.

Da domani, forse, la vita di questi professionisti della conoscenza non sarà più quella di prima.

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur