Quota 96. La Fornero si difende: errore non voluto ma Parlamento non ha cambiato le cose

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GB – Continua l’attesa per i docenti della Quota 96, mentre il tempo passa inesorabile.

GB – Continua l’attesa per i docenti della Quota 96, mentre il tempo passa inesorabile.

Molti gli interventi dei politici che si sono schierati a favore di Quota. Citiamo tra questi Luisa Bossa del Partito Democratico, membro della VII commissione cultura, scienza e istruzione che in un tweet degli scorsi giorni ha affermato : “Il problema è chiaro a tutti, compreso il premier. Si sta trovando una soluzione. In attesa, senza risparmiarci”.

Anche Cesare Damiano che lancia un appello riportato dall’Ansa: “E’ da tempo che insistiamo sul rischio dello scoppio di una questione previdenziale. Non è più rinviabile il tema della quota 96 degli insegnanti, un errore marchiano del Governo Monti che impedisce a 4 mila lavoratori del settore di poter andare in pensione”.

Ma l’intervento più inatteso è proprio quello dell’ex ministro Fornero, la cui Riforma sta bloccando le legittime aspettative di pensionamento del personale scolastico.

La Fornero si difende dichiarandosi dalla parte del personale scolastico di Quota 96, in una lettera di risposta proprio ad un docente. Nella lettera la Fornero spiega che la sua riforma non è certo perfetta e che, quella verso Quota 96, non è stata una crudeltà voluta, ma un aspetto che non si era fatto presente.

Accusa il Parlamento di non aver voluto cambiare le cose e di permettere così che la colpa ricadesse tutta su di lei, ex ministro.

Il tempo intanto passa: il 15 giugno, tempo limite che il Governo si era dato per trovare le risorse finanziarie necessarie a mandare in pensione i 4.000 docenti dal prossimo settembre, è davvero vicino.

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