Quota 96 al presidio a Montecitorio

di redazione
ipsef

comunicato stampa Quota 96 – Nell’autunno del 2011 il governo Monti, rappresentante della oligarchia finanziaria europea, varava in tutta fretta (18 giorni) la controriforma Fornero delle pensioni.
Come lavoratori della scuola QUOTA96 in questi  5 anni abbiamo sperimentato sulla nostra pelle gli effetti di una manovra crudele e affannosa che ha aperto la strada allo smantellamento dei diritti sociali e del lavoro, per mezzo di provvedimenti legislativi (jobs act, “buona scuola”) imposti a colpi di fiducia in un parlamento eletto secondo una legge elettorale (porcellum!) anticostituzionale.

Nulla è cambiato per noi in questi cinque anni, malgrado ripetutamente le diverse commissioni parlamentari  abbiano riconosciuto l’errore compiuto dai “tecnocrati distratti” e ci siano stati provvedimenti legislativi di salvaguardia per altre categorie di lavoratori colpiti dalla Fornero, niente da fare per lo sparuto manipolo dei Quota96 ancora in servizio! Il governo ha sempre negato la copertura finanziaria. Troppo “complicato”, nell’era del controllo e della misurazione ossessiva … avere la cifra esatta dei quota96 ancora in servizio e troppo oneroso per le finanze dello Stato destinare la somma necessaria al nostro pensionamento … meglio finanziare tornei di golf o acquistare qualche F35 allo zio Sam!
Ma ecco che dal cappello di un sottosegretario renzista ci viene presentata una proposta indecente denominata APE, volta a ripristinare la flessibilità in uscita, un’ulteriore truffa ai danni dei lavoratori e l’ennesimo regalo alle banche, che inoltre introduce discutibili criteri discriminanti tra insegnanti dei diversi gradi di istruzione nel riconoscimento della natura usurante del nostro lavoro. Come lavoratori della scuola rispediamo al mittente questa ulteriore beffa nei nostri confronti e richiamiamo l’attenzione dei colleghi e delle organizzazioni sindacali perché ci sostengano nella nostra lotta. Perciò siamo qui in piazza Montecitorio ad esprimere alto e forte il nostro NO ad un governo che spaccia come cambiamento e modernità la difesa sfrenata degli interessi dominanti. Come insegnanti anziani siamo qui a fianco dei nostri colleghi più giovani a respingere il piano di drastica marginalizzazione della sovranità popolare che il governo Renzi intende imporci e a ribadire che indietro non si torna

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