Quota 100, Draghi conferma: “Non sarà rinnovata, in Legge di Bilancio ci saranno novità” [VIDEO]

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Il premier italiano Mario Draghi ha parlato in conferenza stampa a margine del Consiglio europeo di Bruxelles.

Guardando all’Italia, e al tema pensioni, il premier ha spiegato di non concordare con Quota 100 e che la misura “non verrà rinnovata, ora occorre assicurare una gradualità nel passaggio a quella che era una normalità”.

Poi ha aggiunto: “Abbiamo un anno” per parlare di revisione del Patto di Stabilità, “c’è tempo per maturare punti di vista che siano realistici”.

E ha garantito che sul Pnrr “non abbiamo nessun ritardo. Abbiamo sempre rispettato gli appuntamenti, intendiamo continuare a farlo e non registro preoccupazione nei nostri partner. L’unica cosa da fare è andare con convinzione e rapidità nell’attuazione degli impegni presi”. 

Le ultime notizie su Quota 100

Quota 100 ha permesso il pensionamento anticipato di 180.000 uomini e 73.000 donne nel biennio 2019-20 (112.000 uomini e 36.000 donne nel 2019 e 68.000 uomini e 37.000 donne nel 2020). La misura è stata utilizzata prevalentemente da uomini, di soggetti con redditi medio-alti e relativamente con maggior frequenza da dipendenti pubblici.

Alla Lega non piace la soluzione indicata dal ministro dell’Economia, Daniele Franco, per ammorbidire il passaggio istantaneo dai 62 ai 67 anni, ovvero lo scalone che penalizzerà quei lavoratori che da gennaio 2022 non potranno accedere a quota 100 e non hanno allo stesso tempo i requisiti per maturare la pensione di vecchiaia prevista dalla Legge Fornero.

L’ipotesi che si fa strada, dopo il Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al Documento programmatico di bilancio, è una nuova finestra di flessibilità, ovvero una sorta di ‘Quota 102’, che offre nel 2022 la possibilità di uscita con 64 anni di età e 38 di contributi, e che diventerà Quota 104 (66 anni di età e 38 di contributi) nel 2023 per soli 12 mesi prima di rientrare nel regime della riforma Fornero.

Ci sarebbero anche delle deroghe per quota 102 e quota 104, in particolare per i lavoratori che svolgono attività usuranti (rientrerebbero nella lista le maestre d’infanzia, ma né gli Ata, né i docenti di scuola superiore). La platea dovrebbe essere estesa in linea con le indicazioni della commissione tecnica del ministero del Lavoro incaricata di studiare la gravosità dei lavori che ha consegnato il suo rapporto.

Difficile, invece, che si passi a ‘Quota 41’, ovvero la possibilità di uscita anticipata al raggiungimento del quarantunesimo anno di contribuzione e senza vincoli anagrafici: per questa misura. servirebbero 4,3 miliardi nel 2022 e fino a 9,2 miliardi a fine decennio.

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