Il Quirinale assume i precari. Sia da esempio per la scuola: il 17 maggio sentenza della Corte Costituzionale

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Su Il Fatto Quotidiano l'Avv. Sergio Galleano, che ha difeso con l'Anief i docenti della scuola in Corte europea a Lussemburgo, mette in rilievo come il provvedimento adottato per la stabilizzazione dei precari in servizio presso le strutture del Quirinale non potrà non avere un benefico influsso sulla decisione che la Corte Costituzionale sarà chiamata a prendere martedì 17 maggio.

Su Il Fatto Quotidiano l'Avv. Sergio Galleano, che ha difeso con l'Anief i docenti della scuola in Corte europea a Lussemburgo, mette in rilievo come il provvedimento adottato per la stabilizzazione dei precari in servizio presso le strutture del Quirinale non potrà non avere un benefico influsso sulla decisione che la Corte Costituzionale sarà chiamata a prendere martedì 17 maggio.

Il Quirinale infatti con decreto n. 26/N/2016, firmato dal Presidente Mattarella , ha disposto l'avvio delle procedure di stabilizzazione dei dipendenti precari.

Si tratta – si legge nel decreto – di un provvedimento con il quale “si è inteso… rispettare i principi dell'ordinamento in materia, posti dalla recente normativa statale, pur non essendo questi vincolanti per gli Organi costituzionali, nonché gli indirizzi dell'Unione europea”.

E su questo interviene l'Avv. Galleano "In Corte costituzionale il prossimo 17 maggio discuteremo la causa sulla scuola, ovvero quella causa Mascolo che “torna” dalla Corte europea , la quale ha stabilito che l'utilizzo continuo e prolungato dei precari è contrario alla Direttiva Ue n. 70 del 1999; questa direttiva stabilisce regole precise per impedire l'abuso nell'utilizzo dei contratti a tempo determinato anche nelle pubbliche amministrazioni in tutti gli Stati membri e prevede che, ove si verifichi l'abuso, debbano essere adottate delle sanzioni che, in linea di massima, consistono nella costituzione di un rapporto a tempo indeterminato, salva la possibilità per gli Stati membri di disporre misure alternative che, in Italia, sono state individuate nel risarcimento del danno"

Ma il risarcimento del danno, afferma l'Avv. " è cosa risibile in termini economici: non compensa in alcun modo i disagi subiti dal precario".

Per questo motivo dinanzi alla Corte Costituzionale sarà riproposto di assumere a tempo indeterminato i precari della scuola che hanno superato i 36 mesi di servizio, ovvero quel periodo di tempo decorso il quale il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato.

Una lezione di stile – conclude l'Avv. Galleano – viene dunque proprio da chi, oggi Presidente della Repubblica, era prima il Giudice Costituzionale che aveva scritto l'ordinanza 207 del 2013 con la quale era stata rimessa alla Corte europea la causa che ha portato alla sentenza Mascolo.

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